Barroso: “La Svizzera ha più da perdere che l’UE”

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Il presidente della Commissione Europea ha parlato di “gravi conseguenze” riguardo al voto di domenica

L’iniziativa “contro l’immigrazione di massa” accettata domenica in votazione popolare, e l’introduzione di contingenti all’immigrazione e ai lavoratori stranieri, è destinata a penalizzare più la Svizzera che l’Unione Europea, dal momento che la confederazione non potrà beneficiare del più grande mercato al mondo senza che sia garantito un accesso reciproco. È l’avvertimento lanciato dal presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso che, in un’intervista all’agenzia Reuters, ha parlato di “gravi conseguenze” del voto di domenica sulle relazioni tra Berna e i 28 dell’Ue.

Senza indicare alcuna sanzione specifica, Barroso ha lasciato capire che gli svizzeri potrebbero perdere la possibilità di lavorare e di vivere nei Paesi dell’Unione, comprese Germania, Francia e Italia. E anche le aziende elvetiche potrebbero dover fronteggiare una serie di limitazioni.

“In termini di reciprocità, non è appropriato che i cittadini svizzeri abbiano libertà di movimento illimitata nell’Unione europea: credo siano 430.000 qui, che in termini relativi è un numero superiore al milione di cittadini europei che vive in Svizzera”, ha detto il presidente della Commissione UE.

Per Barroso “è ingiusto che una Paese possa beneficiare di tutti questi vantaggi” senza offrire le stesse condizioni ai suoi partner.

“In termini relativi – ha aggiunto Barroso – si può certamente capire che è nettamente più importante per la Svizzera avere accesso al mercato più grande al mondo che per l’Unione europea avere accesso alla Svizzera, che è comunque un Paese molto importante”, ha aggiunto.

“Il fatto che la Svizzera sia più piccola dell’UE già le offre dei privilegi, poiché abbiamo dato alla Confederazione una situazione di cui nessun altro Paese al mondo beneficia”, ha affermato il portoghese.

Bassoso, che ha vissuto per sei anni in Svizzera durante gli studi, ha pure sottolineato che l’UE difenderà come uno dei suoi valori fondamentali la libera circolazione delle persone e dei lavoratori. D’altro canto ha criticato l’appello da parte britannica a riconsiderare la migrazione della manodopera dai Paesi più poveri dell’Unione.

Ats Reu

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