BCE, MA QUANDO TAGLI?

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Il Governatore della Banca Centrale Europea, il francese Jean Claude Trichet, non perde occasione per sottolineare l’indipendenza della Istituzione che dirige nei confronti dei governi dei Paesi che la compongono.

Questa rivendicazione, di per sé ineccepibile, negli ultimi tempi sembra essere più pretestuosa che di sostanza. Un conto è l’autonomia, che nessuno mette in discussione, un altro è ascoltare le istanze che arrivano dai vari governi e che hanno più di un fondamento.

Da buon transalpino Trichet non vuole che nessuno pensi che le sue decisioni siano in una certa maniera “suggerite”, ma ormai questo “orgoglio” sta rasentando la testardaggine: a quale livello vuole vedere l’euro nei confronti di tutte le altre principali monete mondiali? Sì perché il problema non è un dollaro debole, ma un euro sopravvalutato.

Con la difesa ad oltranza dallo spauracchio dell’inflazione si sta soffocando quella timida ripresa che l’economia europea aveva saputo iniziare. Il grosso rischio che si sta correndo è che tra un po’ dovremo diminuire i tassi per ridare ossigeno ad una economia asfissiata.

E’ vero che una Banca Centrale ha come obiettivo primario il contenimento dell’inflazione, ed io sono il primo a sottolineare la pericolosità che un aumento generalizzato dei prezzi comporta in una economia, ma se non diamo un occhio anche alla crescita rischiamo di dare l’impressione di aver lasciato il lavoro a metà, ed esserci costruiti un alibi dietro il quale trincerarsi, del tipo “io il mio dovere l’ho fatto”.

Si avverte la necessità di un maggior coraggio, Monsieur Trichet, gli uomini che hanno lasciato un segno nella storia, le responsabilità non le hanno accettate … se le sono prese.

Un saluto a tutti i lettori di Finanza In Chiaro.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

[email protected]     Scheda Collaboratore

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