Borsa di Francoforte: -6% nelle ultime otto sedute. Dobbiamo preoccuparci?

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Ribadisco parole che ho già detto: lo storno c’è tutto, mentre per quanto riguarda l’inversione dobbiamo attendere.

Traduco per coloro che sono meno avvezzi alla terminologia finanziaria: il calo delle Borse avuto nelle ultime sedute non è da sottovalutare, occorre capire però se è di breve periodo, risultando così un momentaneo intervallo negativo racchiuso all’interno di un trend rialzista, oppure se è già l’inizio di un’inversione di trend e quindi se dobbiamo attenderci che i cali proseguiranno anche nel medio/lungo termine.

Dalla partenza dell’interminabile trend rialzista in atto (marzo 2009) l’indice Dax di Francoforte ha guadagnato il 242%, ma non sono mancati alcuni periodi di ritracciamento anche abbastanza marcati, ricordiamo ad esempio il nefasto mese di agosto del 2011 (-13%), oppure la primavera/estate del 2015 (-18%!!!), ed ancora il periodo fra la fine del 2015 e l’inizio del 2016 (-14%).

In diverse occasioni quindi era stata ipotizzata un’inversione di trend che invece non è avvenuta, dopo i momenti di sbandamento l’indice di riferimento della Borsa tedesca è ripartito con ancor maggiore forza arrivando a ritoccare il proprio massimo storico in innumerevoli occasioni, fino allo scorso 23 gennaio quando al fixing ha fatto segnare 13.559,60 punti!

Da allora il Dax ha perso 774 punti, nulla di drammatico, tuttavia …

… tuttavia dopo l’ultima seduta la performance da inizio anno è … andata sotto zero (-1,03%). Peggio, nel 2018, ha fatto solo l’indice inglese, il Ftse 100 (-3,29%). Certo, è bene ribadire che stiamo parlando di indici che  avevano ritoccato il loro massimo assoluto pochi giorni fa (quello tedesco, come abbiamo già detto, il 23 gennaio mentre quello inglese il 12 gennaio), quindi inevitabilmente esposti a prese di profitto.

Non dobbiamo quindi allarmarci?

Forse!

Perché magari anche quella che stiamo vivendo in questi giorni si rivelerà una crisi passeggera, così come le altre, ma, come abbiamo più volte ricordato, la verità è che siamo seduti su una polveriera, e non è obiettivamente il miglior posto sul quale posare le nostre terga.

Il problema è sempre lì, Draghi continua a ripetere che proseguirà con il suo Quantitative easing finché sarà necessario, ma oramai abbiamo capito tutti che continuare a comperare titoli dello Stato tenendo in questo modo i tassi a zero, anzi, negativi, ha praticamente distrutto il  mercato obbligazionario.

Quindi?

Quindi è come aver sbarrato l’uscita d’emergenza!

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

Articoli correlati

Video
I più letti
FTSE Mib
Gli Ultimi Commenti
Osservatorio internazionale