Borse in attesa delle Banche Centrali

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Segno più solo per Piazza Affari

Finecobank sugli scudi, cosa bolle in pentola? Giornata positiva per le utilities. Deboli i bancari e gli assicurativi. Sul fondo Saipem.

Domani la Fed ed il giorno dopo la Bce. Il mercato si è preso quindi una giornata di pausa? Assolutamente no! Siamo comunque andati sulle montagne russe.

Partito in territorio positivo il nostro indice di riferimento ben presto ritracciava, ma ecco che … proprio su quota 22.000 punti, arrivava improvvisamente il rimbalzo, la nuova inversione di tendenza portava l’indice principale della Borsa milanese a guadagnare oltre trecento punti.

Apriva a quel punto Wall Street, i principali indici americani, pur positivi, non davano ulteriore slancio alle Piazze europee che anzi riprendevano la strada della discesa. Alla fine Londra e Parigi lasciavano sul terreno quasi mezzo punto percentuale, ed anche Francoforte (-0,1%), seppur frazionalmente, doveva cedere alle vendite.

Soltanto il nostro Ftse Mib (+0,15%), al fixing, riusciva a rimanersi sopra la linea della parità, ma dopo aver lasciato sul terreno quasi tutto il guadagno che aveva accumulato fino all’apertura della Borsa americana.

Un clima più sereno sul reddito fisso (i Bot a un anno son tornati ad avere un segno più davanti al rendimento lordo), ha innegabilmente aiutato un comparto come quello delle utilities che sul nostro indice principale pesa parecchio.

Ed ecco che fra i titoli che hanno sorretto il nostro Ftse Mib oggi troviamo Italgas (+2,90%), A2A (+1,64%), Terna (+1,11%), Atlantia (+1,04%), Snam Rete Gas (+0,31%) ed Enel (+0,19%), si tratta quindi di ossigeno puro per un comparto che negli ultimi tempi aveva maledettamente sofferto.

La palma di best performer di giornata, tuttavia, è andata a Finecobank (+4,85%), un’ora e mezza dopo l’inizio delle contrattazioni il titolo ha preso a salire senza soluzione di continuità ed in mancanza di un motivo plausibile. Arrivato su quota 9,45 euro, quindi, i regolatori hanno imposto uno stop, l’asta di volatilità per la verità è stata di brevissima durata, gli “acquirenti si sono acquietati” ed il titolo è rimasto su quei livelli fino al fixing.

Vanno segnalati anche i rialzi di Poste Italiane (+1,90%) e soprattutto di Campari (+1,51%) che ha concluso le contrattazioni su quota 6,705 euro, quinto miglior fixing di sempre e miglior fixing del 2018.

Giornata negativa per i titoli del comparto bancario, fanno eccezione soltanto Bper Banca (+1,19%) ed, in tono minore, Unicredit (+0,33%). Hanno subito realizzi invece Mediobanca (-1,34%), Banco BPM (-0,76%) e, franzionalmente, Ubi Banca (-0,15%) ed Intesa Sanpaolo (-0,06%).

La maglia nera di giornata è toccata a Saipem (-1,91%), ogni volta che si avvicina alla fatidica quota di 4 euro il titolo ritraccia, una vera disdetta per gli azionisti.

La presentazione della road-map di Prysmain (-1,74%) non è stata accolta con favore dal mercato, ora il titolo deve a tutti i costi aggrapparsi a quota 24 euro per non entrare in stallo.

Da segnalare infine il calo di UnipolSai (-1,47%), un segnale preoccupante dopo l’ottimo rimbalzo della vigilia.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

 

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