Borse ballerine, volatilità in aumento

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Guardando le performances dei principali indici di Borsa mondiali dovremmo essere soddisfatti, bene Tokyo, bene Shanghai, bene l’Europa. Zoppica, per il momento, solo Wall Street.

Ma questi improvvisi saliscendi non promettono nulla di buono, quindi, personalmente, continuo a professare la massima prudenza in questo periodo.

Ancora una volta il nostro indice principale, il Ftse Mib (+0,21%) è risultato il peggiore fra quelli del Vecchio Continente, Francoforte ha guadagnato un punto percentuale, Parigi l’1,1% e Londra ancora una volta è risultata la migliore, il Ftse 100 ha messo a segno un rialzo dell’1,3%.

La partenza era stata incoraggiante, ma dopo un’ora dall’inizio delle contrattazioni hanno cominciato a prevalere le vendite, lo storno ha riportato il nostro indice di riferimento sotto la soglia della parità, un rimbalzo ci riportava in territorio positivo in attesa dell’apertura di Wall Street.

A quel punto la volatilità si impennava senza un motivo plausibile visto che oggi non erano in programma notizie di alcun tipo, se ne deve così dedurre che il mercato è nervoso, di conseguenza, pericoloso.

A Piazza Affari ancora contrastato il comparto bancario, maglia rosa per Banca Popolare di Milano (+2,20%), maglia nera per Banca MPS (-1,36%), nel mezzo: Unicredit (-1,08%) e Bper (-0,31%) chiudono in ribasso, mentre Banco Popolare (+1,51%), Intesa Sanpaolo (+0,10%) e Mediobanca (+0,9%) terminano sopra la parità, quotazione invariata rispetto alla vigilia per Ubi Banca.

Momento positivo per il comparto del lusso, salgono in particolare Yoox Net-a-Porter (+2,05%), Moncler (+1,94%) e Salvatore Ferragamo (+1,65%).

Ancora una buona seduta per la galassia Agnelli, stavolta è Exor (+2,04%) a mettere a segno la miglior performance, ma continuano la risalita anche Cnh Ind. (+0,86%) e Fiat (+0,61%).

Discorso a parte per Ferrari (+1,89%) che ritocca per la quinta seduta consecutiva il proprio massimo storico, un successo decisamente inaspettato dopo una partenza in Borsa davvero raggelante.

Sul fondo della classifica troviamo le utilities, lasciano sul terreno oltre un punto percentuale Snam Rete Gas (-1,10%) e Terna (-1,01%).

 Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

 

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