Borse in calo, ma non è un crollo

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Francoforte a sorpresa la migliore

Qualche titolo si è salvato dalle vendite, ma il nostro Ftse Mib ha perso quasi un punto. Crolla Recordati, male anche Mediaset, Brembo ed Stm.

Viste le premesse … dobbiamo ritenerci soddisfatti. Le Borse europee hanno terminato con cali generalizzati, ma i ribassi sono risultati sufficientemente contenuti. Nella notte le Piazze asiatiche avevano subito pesanti vendite e per il Vecchio Continente le previsioni, all’apertura, erano particolarmente fosche.

Wall Street, tuttavia, dopo un’apertura negativa ha immediatamente recuperato e, nonostante i principali indici a stelle e strisce siano tutt’ora al di sotto della linea della parità, il segnale inviato ai mercati è parso rassicurante.

Gli occhi erano puntati in particolare verso Francoforte (-0,6%), la poltrona della Cancelliera, come noto, al momento “traballa”, è arrivato anche un ultimatum dai cristiano sociali bavaresi che richiedono una politica più severa per quanto riguarda il problema migrazione.

Insomma Trump che spinge da una parte, Seehofer dall’altra lasciano sempre meno spazio alla Merkel che forse rimpiange la scelta di ricandidarsi, effettivamente i grandi politici sono stati quelli che hanno capito in tempo quando era il momento di salutare la compagnia e ritirarsi a vita privata.

La Borsa tedesca, tuttavia, ha dato segni di tenuta, soltanto Infineon e Fresenius hanno accusato un calo superiore ai due punti percentuali, mentre hanno guadagnato oltre un punto RWE ed EON.

Parigi (-0,9%) e Londra (-1,2%) hanno fatto segnare ribassi superiori, ma non è stato un sell-off.

Il nostro Ftse Mib (-0,92%) ha avuto un protagonista assoluto (in negativo) si tratta di Recordati (-12,45%) nel fine settimana sono state rese note le condizioni alle quali la famiglia ha ceduto il pacchetto di controllo della società (28 euro per azione). La quotazione sembra davvero estremamente a sconto e la Consob farebbe bene ad intervenire affinché non rimangano dubbi sull’operazione.

Ne abbiamo viste davvero tante che questa non è più scandalosa di altre, ma dopo la bufera che si è scatenata sulla Consob, e che ha portato ad un cambio al vertice, sarebbe auspicabile che i segnali di “cambiamento” non rimangano solo nei discorsi, ma si calino nella realtà.

Intanto la chiusura odierna (29,82 euro) è un chiaro indicatore che il mercato qualche dubbio … ce l’ha. Banca IMI ed Equita hanno mantenuto il tp a 34 euro e dai loro report è chiaro che non ritengono che 28 euro sia un prezzo al quale si possa prendere il controllo di Recordati, a meno che … nei prossimi mesi in Borsa non si scateni l’inferno (Ftse Mib -20%).

Oggi è iniziato anche l’adc di Prysmian (-1,75%), la giornata di Borsa un po’ “particolare” non ha permesso di capire come intendono muoversi gli investitori, ci sarà tempo per capire come il mercato si posizionerà.

Intanto continua il crollo di Mediaset (-3,65%), e siamo a 2,64 euro, una quotazione davvero imbarazzante.

Concludiamo dando un veloce sguardo alla parte alta della classifica, hanno trovato compratori Banco BPM (+0,84%), UnipolSai (+0,40%), Poste Italiane (+0,14%), Unipol (+0,12%), Finecobank (+0,10%) e Fiat Chrysler (+0,02%).

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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