Borse: che splendida giornata!!!

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

E’ tornata una certa volatilità sui mercati

Tutti i quaranta titoli che compongono l’indice principale terminano con un rialzo. Performance a doppia cifra per il Banco Popolare.

Quel cattivone di Putin voleva rovinare la festa a tutti, ma alla fine ha dovuto arrendersi ai “buoni”, a coloro che portano la democrazia, il benessere, la serenità … e anche la Coca Cola.

Ed allora godiamo di questo momento magico, il bene ha trionfato.

E le Borse festeggiano tutte, ma una in particolare, quella italiana, perché il nostro Paese è alla vigilia di una svolta epocale, macché legge elettorale tedesca, macché francese, macché spagnola noi avremo l’Italicum (uno splendido latinismo), e l’Italicum farà ripartire l’economia, l’occupazione e gli italiani finiranno di fare sacrifici.

Ecco allora che il mercato si interroga su quali saranno i titoli che beneficeranno maggiormente di questo nuovo boom economico che è alle porte, e la risposta all’unisono è stata: le banche!

Per questo il comparto bancario è letteralmente volato sulle ali dell’entusiasmo, non importa che tutti i nostri Istituti siano costretti a fare aumenti di capitale, anzi, più chiedono soldi ai propri azionisti e più sono stati premiati dal mercato.

Avremo i conti in ordine, è l’Europa che ce lo chiede, e noi facciamo bene i compiti a casa.

Vorrei tanto condividere questo smaccato ottimismo, ma non ce la faccio, non vedo in Italia alcun segnale, non dico di miglioramento, ma perlomeno di rallentamento del declino, il nostro è un Paese al quale giorno dopo giorno viene tolto ossigeno ed ha invece una necessita vitale di tornare a respirare aria pura.

La nostra situazione è sotto gli occhi di tutti, la gente è spaventata e vede il futuro con angoscia, cerca in tutti i modi un impiego pubblico perché lo ha sempre ritenuto un “porto” sicuro, dove nessuno può toccarti, e se anche lo stipendio non è granché ha un requisito che di questi tempi vale più dell’oro: è certo! Il 27 arriva ogni mese e perlomeno ci assicura i bisogni primari.

Ma un Paese non può vivere sul “pubblico”, anzi la storia ci ha insegnato che chi si è indirizzato verso questa strada è finito in miseria.

Dobbiamo assolutamente spezzare le catene che ci imprigionano in questo incubo, non lasciamoci abbindolare da una Borsa che guadagna il 3,6%.

Scusate, cari lettori, seguitemi in questo ragionamento, prendo un solo esempio: Banco Popolare.

Domenica 26 gennaio i vertici della Banca annunciano, a sorpresa, che la Banca sarà costretta a fare un aumento di capitale per 1,5 miliardi di euro.

La capitalizzazione totale dell’Istituto è di 2,2 miliardi di euro, quindi 1,5 mld è una cifra spaventosa ed il mercato il giorno successivo alla apertura dei mercati non ha dubbi: -14,92%.

Il titolo scende ancora nei giorni successivi fino al 3 febbraio quando perde ancora 7 punti percentuali finendo a quota 1,185 euro, da quel momento parte una delle più massicce campagne di disinformazione.

Case di investimento che hanno conflitti d’interesse colossali perché rientrano anche nell’operazione all’interno del Consorzio di garanzia, cominciano a alzare il rating sparando target price spaventosi (2 euro!!!) dicendo che il piano industriale presentato dal management porterà benefici inimmaginabili.

Insomma avete capito, non solo un’operazione di disinformazione, ma qui ci sarebbero tutte le motivazioni per far muovere la magistratura che invece è in tutt’altre faccende affaccendata.

Chi non ha conflitti di interesse, e quindi l’Agenzia di rating Standard & Poor’s, invece, soltanto lo scorso 20 febbraio, quindi meno di quindici giorni fa diceva che l’aumento di capitale da 1,5 miliardi di euro non basta a rafforzare in modo adeguato l’Istituto. Inoltre, resta molto alta la minaccia di nuove e pesanti perdite sui crediti. Aggiungendo poi (riporto il virgolettato) “Il profilo finanziario di Banco Popolare è più debole di quello di molte controparti e a nostro parere è improbabile si rafforzi in linea alle stime precedenti”.

Ma questi giudizi sono stati ignorati da un mercato assolutamente manovrato, è chiaro infatti che se l’aumento di capitale del Banco Popolare non dovesse concludersi per il meglio per l’intero sistema bancario italiano, che chiede disperatamente soldi agli azionisti per evitare il fallimento, sarebbe un dramma dalle conseguente devastanti.

Ed allora festeggiamo tutti per lo straordinario successo odierno del Banco Popolare (+11,27%) e per la straordinaria performance avuta nell’ultimo mese +46,58%!!!

E continuavano a suonare i violini sul Titanic.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro  

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