Borse contrastate, dati macro deludenti

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Regna l’incertezza sui mercati

Crollano Prysmian e Juventus, vendite anche su Leonardo ed i titoli bancari ad eccezione di Ubi. Svetta Amplifon davanti a Tenaris ed Atlantia.

Non arrivano buone notizie dall’economia reale, ma le principali Piazze borsistiche europee reagiscono in ordine sparso, come spesso accade i mercati guardano in avanti, e sperano negli aiuti delle Banche Centrali.

In calo Londra (-0,8%), mentre Parigi (+0,0%) e Francoforte (+0,2%) terminano oltre la linea della parità.

Il nostro Ftse Mib (-0,47%) ha risentito della giornata negativa del comparto bancario: Unicredit (-2,76%), Banco BPM (-2,35%), Bper Banca (-1,61%), Mediobanca (-1,01%) ed Intesa Sanpaolo (-0,80%), soltanto Ubi Banca (+0,39%) è andata in controtendenza.

La giornata, tuttavia, è stata caratterizzata dal crollo di due titoli: Prysmian (-9,48%) ha sofferto per il nuovo stop al WesternLink, il cavo sottomarino fra Scozia e Galles. Calo a doppia cifra per Juventus (-11,11%) dopo la sconfitta della squadra di calcio torinese in Champions League.

Da segnalare anche le vendite che hanno colpito Leonardo (-3,01%) che pare aver ancora trovato uno sbarramento a quota 9 euro.

Han lasciato sul terreno oltre due punti percentuali anche Finecobank (-2,30%) scesa sotto il livello psicologico dei 10 euro ed Exor (-2,14%) respinta per la seconda volta da quota 57 euro.

Ed allora diamo uno sguardo alla parte alta della classifica dove oggi ha svettato Amplifon (+2,16%) che conclude la giornata con un “pieno” (minimo in apertura e massimo in chiusura) foriero di buone nuove.

Alle sue spalle Tenaris (+1,67%) giunto al nono rialzo di fila, quindi prosegue anche il recupero di Atlantia (+1,57%) che continua a ridurre il gap aperto dopo il crollo del ponte a Genova.

Infine ecco il rialzo di Saipem (+0,35%), solo per segnalare che, approfittando del crollo di Juventus, è balzato in testa alla classifica dell’anno in corso (+30,0%).

Al momento i tre principali indici di borsa statunitensi stanno viaggiando al di sotto della linea della parità, ma i cali si limitano a pochi decimi di punto percentuale.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro          

 

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