Borse in discesa, scendono soprattutto i titoli bancari

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Chiamiamole “vendite precauzionali”

Bene Campari ed i titoli difensivi, per il resto vendite diffuse a Piazza Affari, ma nessun crollo clamoroso. Giù anche il risparmio gestito.

Adesso gli analisti parlano di “venti di guerra” per giustificare il calo dei listini negli ultimi due giorni, ma i “venti di guerra” ormai ci sono da diverso tempo e quindi ritengo che debbono essere cercate in altri contesti le cause di questo storno.

Il Dax di Francoforte, in particolare, dopo aver stabilito il proprio massimo storico meno di due mesi fa, ha iniziato una fase ribassista che personalmente ho messo in relazione con l’attuale penalizzante situazione che l’eurozona deve patire dal punto di vista valutario. Deutsche Bank di nuovo in gran difficoltà sul minimo dell’anno. Ora l’indice di riferimento della Borsa tedesca si ritrova alle prese con un importante livello psicologico: quello dei 12.000 punti.

Il nostro Ftse Mib (-0,76%) è tornato sotto quota 22.000 punti, ma nonostante tutto si difende bene. Oggi le vendite hanno colpito in particolare il comparto bancario, e quello del risparmio gestito, ma non abbiamo assistito a crolli.

Han lasciato sul terreno oltre due punti percentuali soltanto Bper Banca (-2,24%), Ubi Banca (-2,14%) ed Unicredit (-2,06%), gli altri titoli del settore han fatto segnare ribassi molto più contenuti: Banco BPM (-1,08%), Intesa Sanpaolo (-0,28%) e Mediobanca (-0,22%).

Giornata negativa anche per Unipol (-1,91%) ed UnipolSai (-1,50%). Ovviamente non si poteva salvare il risparmio gestito che ha subito prese di profitto, in calo di oltre un punto percentuale tutti i titoli del settore: Finecobank (-1,86%), Banca Generali (-1,71%), Azimut (-1,12%) e Banca Mediolanum (-1,03%).

Fra i pochi titoli che si sono salvati dalle vendite una menzione particolare deve essere riservata a Campari (+2,01%) che sembra così aver bloccato la fase discendente. Discorso analogo per Tenaris (+0,67%) anche se il recupero di quota 12 euro non è stato confermato nell’asta di chiusura.

Ovviamente poi hanno ritrovato compratori i cosiddetti titoli “difensivi”, quindi Terna (+0,49%), Atlantia (+0,34%) e Snam Rete Gas (+0,15%).

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro   

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