Borse: Draghi non basta

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Solo frecce rosse in Europa

Svetta Saipem, salgono sul podio anche Poste e Nexi. Sul fondo prese di profitto per Stm ed Exor in forte calo anche Finecobank.

Una seduta molto preoccupante, Draghi infatti ha fatto di tutto per tranquillizzare il mercato, ma … non ci è riuscito.

E’ stata una seduta molto preoccupante, quindi, perché il mercato … si attendeva di più, e se si attendeva di più è perché ritiene la situazione “seria”, cosa poteva infatti dire ancora il povero Draghi? Io penso che non veda l’ora di andarsene da quella poltrona che comincia a scottare.

Si è salvata, o perlomeno ha limitato le perdite Londra (-0,2%), il nuovo governo Johnson sembra così piacere agli investitori.

Male Parigi (-0,5%) e molto male Francoforte (-1,3%) nonostante il rimbalzo di Deutsche Bank (+1,5%).

Si ferma a metà strada Piazza Affari, il nostro Ftse Mib (-0,80%) ha perso due decimi di punto nell’asta di chiusura, ma ha pagato caro soprattutto le parole di Mario Draghi, disposto ad intervenire sul mercato con un nuovo Qe, ma solo se le cose dovessero ulteriormente peggiorare.

Il Ftse Mib è quindi immediatamente tornato sotto quota 22.000 punti che pare proprio essere una quota “maledetta”.

Quarto rialzo consecutivo e best performer di giornata per Saipem (+1,76%) che tuttavia conclude nei pressi del minimo di giornata.

Molto distante dal massimo di seduta anche Poste Italiane (+0,79%), mentre Nexi (+0,78%) al fixing si ferma a soli 3 millesimi di euro dal proprio massimo assoluto.

Delusione, nonostante il segno più finale, per Moncler (+0,18%) che termina a quota 39,02 euro, ma dopo aver toccato in intraday addirittura quota 41,40 euro.

Guardando invece la parte bassa della classifica è arrivato oggi lo storno per Stmicroelectronics (-2,84%). Torna a scendere anche Finecobank (-2,73%), le prese di profitto, poi, non hanno risparmiato neppure Exor (-1,88%).

Al momento a New York lo S&P500 ed il DJ lasciano sul terreno mezzo punto percentuale, qualcosa di più il Nasdaq che tuttavia soltanto ieri aveva ritoccato un massimo storico davvero lunare.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro          

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