Borse europee ancora deboli

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Decolla Ferrari 

Bene tutta la galassia Agnelli con l’eccezione di Cnh Ind. Salgono anche i petroliferi, si risveglia Telecom mentre crollano i titoli del settore bancario.

L’exploit di ieri dei listini americani non ha portato entusiasmo al di qua dell’Atlantico. Le Piazze borsistiche del Vecchio Continente han terminato le contrattazioni contrastate.

Sale ancora il Ftse100 (+0,3%) di Londra ormai in prossimità di quota 7.000 punti, bene anche il Cac40 (+0,2%) di Parigi, mentre deve cedere nuovamente alle vendite il Dax30 (-0,2%) di Francoforte zavorrato ancora dai crolli del settore bancario: Commerzbank (-6,8%) e Deutsche Bank (-4,0%).

Giornata catastrofica anche per il settore bancario italiano, i titoli del comparto hanno occupato le ultime cinque posizioni della classifica odierna: Bper Banca (-6,07%), Banco BPM (-4,86%), Ubi Banca (-4,72%), Unicredit (-4,00%) ed Intesa (-3,21%), pesante anche il calo di Mediobanca (-3,01%).

Giornataccia per Pirelli (-3,16%). Cnh Industrial (-2,81%) conclude in netta controtendenza rispetto agli altri titoli della galassia Agnelli, anche oggi ben comprati, in particolare va sottolineato l’exploit di Ferrari (+11,02%) dopo la diffusione dei dati, termina con un inaspettato rialzo anche Juventus (+1,97%) nonostante le tre sberle prese dall’Atalanta, bene infine Fiat Chrysler (+1,55%) ed Exor (+1,45%).

Finalmente si sveglia Telecom Italia (+4,97%), pare ci possano essere novità importanti, almeno a sentire i rumors di Borsa, mentre sale sul terzo gradino del podio, ritoccando il proprio massimo dell’anno, Recordati (+3,98%).

Mantiene il posto d’onore nella speciale classifica del 2019 Saipem (+2,39%) giunto al quinto rialzo di fila. Mette a segno il sesto rialzo consecutivo Leonardo (+1,29%) che ha preceduto Eni (+1,11%) che ora vede nel mirino quota 15 euro.

Al momento a Wall Street il Dow Jones ha azzerato le perdite iniziali, tornando sopra quota 25.000 punti, volano invece lo S&P500 (+1,0%) e soprattutto il Nasdaq (+1,6%) sospinto dall’exploit di Facebook (+12,5%).

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

 

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