Borse europee ancora in difficoltà

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Solo vendite a Francoforte

Ftse Mib condizionato dallo stacco di dividendi. Rimbalza Azimut mentre le vendite colpiscono ancora Prysmian. Contrastati i bancari.

Non è un buon momento per le Borse del Vecchio Continente, la vicenda dazi senza dubbio penalizza i Paesi esportatori netti verso gli Stati Uniti, ed ecco così che la Borsa di Francoforte (-1,4%) ne fa le spese. Seduta all-red per l’indice Dax, pesante il calo di Volkswagen (-3,7%) dopo il fermo dell’Ad di Audi, han lasciato su terreno oltre due punti percentuali anche Adidas (-2,7%), Henkel (-2,6%), Fresenius (-2,2%) ThyssenKrupp (-2,2%), RWE (-2,1%) ed EON (-2,0%).

Non capita spesso di vedere solo segni meno davanti alle performance di tutti i titoli che compongono l’indice di riferimento della Borsa tedesca.

Parigi ha seguito a ruota (-0,9%), mentre Londra (-0,0%) ha fatto segnare un ribasso assolutamente frazionale.

L’indice migliore è risultato quindi il Ftse Mib (-0,41%) il nostro indice principale ha infatti concluso con un segno meno esclusivamente per lo stacco cedolare di alcuni titoli che oggi hanno distribuito il dividendo: Exor (0,35 euro), Poste Italiane (0,42 euro), Snam (-1293 euro), Stm (0,06 dollari) e Terna (0,145737 euro).

Tenuto conto dei dividendi, quindi, oggi il podio ha visto salire sul gradino più alto Azimut (+2,15%) davanti a Poste Italiane (+1,55%) ed UnipolSai (+1,09%).

Hanno dato un buon contributi al nostro indice principale anche Fiat Chrysler (+0,57%) ed Eni (+0,53%).

Ha ritoccato nuovamente il proprio record storico Campari (+0,07%) che ha concluso la seduta su quota 7,03 euro dopo aver toccato un massimo intraday a quota 7,06 euro.

Sul fondo invece ecco di nuovo Prysmian (-1,63%), l’exploit di giovedì non ha fatto ritrovare l’entusiasmo sul titolo, anzi, quel gran rimbalzo è stato seguito da due ribassi piuttosto preoccupanti.

Vendite anche sui titoli del lusso, Luxottica (-1,55%) e Moncler (-1,40%) ne fanno le spese, ma si tratta essenzialmente di prese di profitto.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

 

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