Borse europee: nuovo dietro-front

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Ma Milano limita i danni

Dopo un inizio di seduta non brillante da parte di Wall Street le Borse europee hanno cambiato nuovamente direzione. Bene i bancari.

Dopo aver superato, ed anche abbondantemente quota 21.000 punti, il nostro indice principale ha fatto un dietro-front tornando addirittura in territorio negativo. Motivo? Una Wall Street “ballerina”.

Va comunque sottolineato che il Ftse Mib (-0,14%) è risultato comunque, e di gran lunga, l’indice di Borsa del Vecchio Continente, che ha fatto segnare la miglior performance. Decisamente più pesanti, infatti, i cali registrati a Francoforte (-0,5%), Parigi (-0,9%) e soprattutto Londra (-1,1%).

A limitare i danni, a Piazza Affari, in particolare i titoli del comparto bancario, Banco BPM (+2,18%), Ubi Banca (+1,28%), Unicredit (+1,27%), Intesa Sanpaolo (+1,00%), Mediobanca (+0,76%) e Bper Banca (+0,39%) hanno terminato la seduta in territorio positivo, seppur a parecchia distanza dai massimi di giornata.

Il best performer, tuttavia, è risultato Pirelli (+2,67%) un titolo che effettivamente pare esser stato eccessivamente penalizzato nelle scorse settimane.

Da segnalare anche i rialzi di Finecobank (+1,45%) e Tenaris (+1,31%).

Le vendite hanno invece riguardato soprattutto Moncler (-2,14%) che torna immediatamente sotto quota 35 euro, Leonardo (-L1,70%) che rimane tuttavia al di sopra della quota psicologica dei 10 euro, ed Italgas (-1,62%) piuttosto volatile in questi ultimi giorni come tutto il comparto delle utilities.

Ferrari (-1,41%) rimane a cavallo di quota 140 euro, una valutazione che tuttavia riteniamo ancora troppo generosa, e torna a scendere Atlantia (-1,36%) un titolo molto sensibile alle vicende politiche.

Dopo aver visto solo vendite nella prima ora e mezza di contrattazione, ora Wall Street ha cambiato di nuovo direzione, ed i tre principali indici della Borsa americana fanno registrare nuovamente il segno più davanti alla performance giornaliera.

Insomma non ci si annoia proprio.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

 

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