Borse europee in difficoltà, pesanti vendite a Francoforte

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Piazza Affari limita le perdite

Luxottica titolo del giorno dopo l’ok dell’Ue alla fusione con Essilor. Contrastati i titoli bancari. Sul fondo Stm, male la galassia Agnelli.

Il nostro indice principale peggiora sul finale, ma comunque fa segnare il ribasso più contenuto fra i listini del Vecchio Continente. La giornata è stata particolarmente pesante per il Dax (-2,0%) di Francoforte, più contenuti i cali del Cac (-1,1%) di Parigi e del Ftse100 (-0,8%) di Londra.

Il nostro Ftse Mib (-0,70%) ha beneficiato del gran balzo di Luxottica (+5,15%) dopo il semaforo verde arrivato da Bruxelles alla fusione con Essilor, nasce quindi un super colosso mondiale dell’occhialeria. Il titolo in intraday era arrivato a toccare anche quota 53 euro per poi far segnare in chiusura 51,9 euro, che rimane comunque il miglior fixing del 2018.

Conferma il rimbalzo della vigilia Salvatore Ferragamo (+1,43%) e completa il podio Bper Banca (+1,19%).

La giornata non è stata totalmente negativa per il comparto bancario, sono rimaste al di sopra della linea della parità infatti anche Banco BPM (+0,58%) ed Unicredit (+0,06%). Hanno ceduto alle vendite, invece, Intesa Sanpaolo (+0,74%), Mediobanca (-0,53%) ed Ubi Banca (-0,48%).

In controtendenza rispetto al mercato anche Tenaris (+0,99%) e Saipem (+0,30%), mentre il colosso Eni (-1,04%) ha lasciato sul terreno oltre un punto percentuale.

Da segnalare infine anche la tenuta di Terna (+0,88%).

Ma ovviamente nella parte bassa della classifica troviamo ribassi consistenti, la maglia nera di giornata è andata a Stmicroelectronics (-3,85%), per il colosso italo-francese torna così il segno meno davanti alla performance YTD.

Nuovo minimo dell’anno per Pirelli (-3,29%) in una seduta decisamente negativa per l’automotive: Brembo (-2,09%). Fiat Chrysler (-2,75%) ha guidato i ribassi per l’intera galassia Agnelli, han dovuto soccombere alle vendite infatti anche Exor (-2,17%), Ferrari (-1,76%) e Cnh Ind. (-1,30%).

In una simile giornata non poteva sfuggire alle prese di profitto Moncler (-2,58%) che aveva ritoccato il proprio massimo storico soltanto due giorni fa.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

 

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