Borse, frenano i titoli bancari, frena Piazza Affari

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Seduta di consolidamento sui mercati internazionali

Bene il lusso ed i titoli industriali, con l’eccezione di Fiat Chrysler. Molto male i petroliferi ed i bancari. Vola Yoox, di nuovo sul fondo Saipem.

Come tutti sappiamo la Borsa milanese è pesantemente condizionata dal comparto dei titoli bancari, così oggi è risultata la peggiore tra le Piazze del Vecchio Continente. Se a questo aggiungiamo che la giornata odierna ha visto vendite anche sul settore petrolifero, per il nostro Ftse Mib (-0,44%) non c’era proprio la possibilità di scampare alla freccia rossa.

Non è che nelle altre Piazze europee si sia fatto granché, si è solo evitato il segno meno, ma per il rotto della cuffia, Londra, Francoforte e Parigi, infatti, hanno guadagnato soltanto un decimo di punto percentuale.

Al momento DJ e S&P500 viaggiano intorno alla parità mentre il Nasdaq rimbalza, tuttavia il guadagno non arriva neppure al mezzo punto percentuale.

Ma focalizziamo l’attenzione sul nostro indice principale. Torna a vestire la maglia nera Saipem (-2,72%), in una giornata che, come abbiamo detto, non è stata per nulla positiva per il comparto, han terminato la seduta con un ribasso infatti anche Eni (-1,42%) e Tenaris (-1,35%).

Ma sono stati i bancari ad affossare il Ftse Mib, questo il bilancio al termine della seduta: Bper Banca (-2,41%), Banca BPM (-2,35%), Unicredit (-1,51%), Mediobanca (-1,24%), Ubi Banca (-0,29%) ed Intesa Sanpaolo (-0,21%).

Nuovamente contrastato il risparmio gestito, continua l’incredibile cavalcata di Finecobank (+1,17%), molto più contenuti i rialzi di Azimut (+0,39%) e Banca Generali (+0,15%), mentre non esce dal momento di difficoltà Banca Mediolanum (-1,91%) tornata sui minimi degli ultimi due mesi.

Manca l’attacco a quota 10 euro Fiat Chrysler (-1,53%) e torna sotto quota 4 euro Unipol (-1,49%).

Non è neppure un buon periodo per le utilities, le rassicurazioni di Draghi non bastano ed i timori di un allentamento della politica monetaria ultra espansiva spinge gli operatori alla prudenza sul comparto, si spiegano così i cali di Italgas (-1,39%), Enel (-1,14%), Snam Rete Gas (-0,63%) e Terna (-0,04%), trova invece un inaspettato rimbalzo A2A (+0,90%).

Ma indirizziamo ora il nostro sguardo alla parte alta della classifica, vola Yoox Net-a-Porter (+4,49%), in una seduta tutto sommato positiva per il lusso, hanno trovato nuovi compratori infatti anche Moncler (+1,12%), Salvatore Ferragamo (+0,56%) e Luxottica (+0,19%).

Il rimbalzino del Nasdaq ovviamente ha aiutato Stmicroelectronics (+2,72%) che da tempo non metteva a segno un guadagno di queste proporzioni.

Bene infine il comparto industriale, da sottolineare in particolare le performances di Leonardo (+1,91%), Prysmian (+1,81%), Ferrari (+1,14%) e Brembo (+0,95%).   

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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