Borse giù, ma tutto sommato …

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Seduta negativa, ma non disastrosa

Contrastato il comparto bancario, salgono ancora MPS, Bper e BpM, in calo Ubi e la solita Unicredit. Crolla la galassia Agnelli.

Non si possono festeggiare ribassi di Borsa superiori al punto e mezzo percentuale, ma dopo la seduta della vigilia a New York in molti oggi si attendevano un crollo verticale dei listini azionari del Vecchio Continente.

Il rimbalzino messo a segno da Wall Street nelle prime ore di contrattazione ha contribuito a rasserenare un po’ gli animi, anche se negli ultimi minuti le vendite sono piovute ancora con forte intensità.

Naturalmente la situazione si è tutt’altro che stabilizzata e non è neppure chiaro chi e come possa farlo, forse solo la Cina in questo momento ha la forza economica per sorreggere i mercati, ma anche il colosso asiatico ha le sue magagne.

Oggi nell’occhio del ciclone è finito il comparto dell’auto, Volkswagen non era la sola a “barare” sulle emissioni? Le voci su Renault fanno perdere al titolo oltre 10 punti percentuali, ed anche Peugeot non può gioire visto che cala di oltre cinque punti.

Non ne approfitta Fiat Chrysler (-7,94%) che viene coinvolta in un altro scandalo, avrebbe infatti (secondo la stampa statunitense) pagato per “arrotondare” i dati sulle vendite.

La notizia non solo ha fatto crollare il titolo, ma ha impattato negativamente anche su Exor (-7,36%) tornato così sulle quotazioni di un anno or sono.

Male anche Ferrari (-4,63%) scesa a poco più di 38 euro, la prima quotazione del titolo (la ricordate?) era stata di 43 euro, quindi siamo già sotto di circa 12 punti percentuali.

Per quanto riguarda la galassia Agnelli non si salva neppure Cnh Ind. (-1,89%) siamo sui minimi toccati nello scorso mese di ottobre, sediamo se anche questa volta assisteremo ad un rimbalzo.

Pesante anche il ribasso di Finmeccanica (-4,49%) tornato in area 12 euro, un livello che il titolo deve assolutamente “tenere”.

Ancora una giornata nera per il comparto del risparmio gestito, questo il bilancio odierno: Azimut (-3,83%), Banca Mediolanum (-3,46%) ed Anima Holding (-2,65%).

Contrastata invece la seduta dei titoli bancari, scende Ubi Banca (-3,32%) che non sembra trovare uno sposo, continua senza sosta il crollo di Unicredit (-2,80%) tornato sui valori del settembre 2014, stornano dopo un paio di rialzi Intesa Sanpaolo (-2,56%) e Mediobanca (-1,21%), frazionale il ribasso di Banco Popolare (-0,09%) mentre mettono a segno un guadagno Banca MPS (+1,80%), Bper (+1,72%) e BpM (+1,12%).

Soltanto altri due titoli hanno terminato la seduta con una freccia verde, sono i petroliferi Eni (+1,40%) e Saipem (+0,07%).

Ed ora concentriamo la nostra attenzione su Wall Street, il rimbalzo comincia a farsi interessante (supera al momento il punto percentuale) ed è guidato ovviamente dai titoli del comparto oil, il prezzo del greggio ha nuovamente superato quota 32 dollari per barile e qualcuno comincia ad avere dubbi sul proseguimento del trend ribassista.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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