Borse: il botto si è sentito

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Il Ftse Mib ben sotto i 20.000 punti

Buzzi Unicem ed Unicredit penalizzati più degli altri per i forti interessi in Ucraina, ma dalle vendite non si salva nessuno.

Certo la situazione Ucraina non va sottovalutata, ma probabilmente è stata solo il detonatore di una situazione che da tempo consideravo allarmante.

I miei più fedeli lettori sanno quanto io abbia messo in guardia gli investitori da un possibile storno che non poteva tardare a venire, ora lo tsunami, come sempre, ha coperto tutto, ed, in particolare, quei titoli maggiormente esposti verso la regione.

Tutte le Piazze europee hanno sofferto, ma Francoforte in particolare, visti i cospicui interessi che la Germania ha in Ucraina, la Merkel ora sembra preoccupata per la piega che sta prendendo la situazione, ma se ne stava zitta quando montava la protesta dei filo-europeisti (finanziati da chi?), anzi gongolava.

Per quanto riguarda il nostro Ftse Mib (-3,34%) hanno sofferto maggiormente Buzzi Unicem (-8,08%) che possiede due cementerie dislocate in Ucraina dalle quali proviene il 10% del fatturato del Gruppo ed il 20% del margine operativo lordo, ed Unicredit (-6,16%) che, come noto, è molto presente nell’est Europa e dalla Russia ricava il 15% del proprio utile.

Ma naturalmente, lo tnunami non sta a guardare in faccia a nessuno e dei quaranta titoli che compongono il nostro indice principale non si è salvato nessuno, tanto per capire cosa sia accaduto a Piazza Affari basta dire che il miglior titolo di giornata è risultato Ansaldo (-1,33%) che ha perso ben più di un punto percentuale.

Molto volatile, come prevedibile, Banco Popolare (-2,13%) all’indomani dell’ok da parte dell’assemblea degli azionisti all’operazione di aumento di capitale.

Il titolo un’ora dopo l’inizio delle contrattazioni era arrivato a guadagnare il 4,7% a 1,67 euro, spinto da una serie di revisioni al rialzo del target price arrivati da diverse case d’investimento. Successivamente, però, le quotazioni si sono sgonfiate ed il fixing è arrivato sul valore di apertura.

Naturalmente attendiamoci anche nelle prossime sedute una volatilità assolutamente anomala, il raggruppamento delle azioni (una ogni dieci) e l’aumento di capitale che scatterà il 31 marzo per concludersi il 17 aprile porteranno il titolo sulle montagne russe (e mai come ora questo modo di dire si deve interpretare alla lettera).

Cosa accadrà nei prossimi giorni sui mercati? A coloro che nei giorni scorsi hanno seguito le mie indicazioni e si sono completamente alleggeriti consiglio di rimanere ancora alla finestra. Calma e gesso.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro 

Articoli correlati

Canale YouTube
COME "ABBATTERE" LA BCE
EURO DISASTRO Perché gli italiani non hanno ancora capito
PIANO B - riprendiamoci la sovranità
FTSE Mib
Gli Ultimi Commenti
Osservatorio internazionale