Borse: le vendite non si placano

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Vendite a pioggia, anzi grandinate

Non si salva nessuno. La galassia Agnelli tempestata di vendite. Scattano le prese di profitto su Finecobank. Molto male Unipol e Saipem.

Termina nel peggiore dei modi l’ottava sulle Piazze europee, Londra (-1,5%) limita il ribasso, mentre sui listini di Parigi (-2,4%) e Francoforte (-2,3%) si scatena un uragano di vendite.

Sembra proprio che la “guerra” sia stata dichiarata, e forse qualcuno non aspettava altro, ora il motivo per vendere c’è … ed anche il capro espiatorio: i dazi di Trump. Il mercato ha emesso il suo verdetto: le Borse scendono per colpa di Trump.

Sul nostro Ftse Mib (-2,39%) il solo Yoox Net-a-Porter ha terminato la seduta invariato, sappiamo però che da tempo è un “ex-titolo” di Borsa, per il resto un monocromatico rosso.

Ovviamente le imminenti elezioni non hanno alcuna rilevanza sull’andamento della Borsa milanese, Piazza Affari, come tutte le altre, guarda al di là dell’Atlantico e Wall Street al momento scende ancora.

A subirne le maggiori conseguenze i titoli della galassia Agnelli, che occupano le ultime tre posizioni della classifica: Exor (-6,08%), Fiat Chrysler (-5,72%) e Cnh Industrial (-4,68%), male anche Ferrari (-3,69%).

Dopo due sedute decisamente brillanti è arrivato anche un immediato dietro-front per Salvatore Ferragamo (-4,52%) quota 23,5 euro è risultata di nuovo una barriera.

Dopo un’infinita serie di rialzi è arrivato lo storno anche per Finecobank (-3,42%) che proprio ieri aveva ritoccato nuovamente il proprio massimo storico.

Dopo un febbraio da dimenticare non è iniziato meglio il mese di marzo per Unipol (-3,37%) che perde quota 4 euro e torna sui livelli di inizio anno.

Periodaccio anche per Saipem (-3,05%) il cui 2018 non poteva cominciare in maniera peggiore, e dato che siamo in tema di titoli in netta difficoltà citiamo anche il forte calo di Leonardo (-2,90%).

Urge ripresa di Wall Street, altrimenti la faccenda si fa veramente seria. Sul fronte valutario il dollaro continua a deprezzarsi, pensate che il cross Usd/Jpy è tornato a testare quota 105 un livello che solo qualche mese fa sarebbe stato impensabile.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

 

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