Borse: l’Europa ancora in difficoltà

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Mentre si rafforza il dollaro

In difficoltà tutta la galassia Agnelli, ed in particolare crolla ancora Cnh Ind. Pesanti vendite su Banca Mediolanum. Bene Campari.

Oggi anche Wall Street deve al momento cedere qualche decimo di punto percentuale, ma è chiaro a tutti che la seduta odierna ha messo in luce le difficoltà dell’Europa. Il rimbalzo fatto avere dalle Borse del Vecchio Continente era stato sostenuto da Oltre Oceano, venuto a mancare questo supporto ecco il risultato: Londra (-1,3%), Parigi (-1,5%) e Francoforte (-1,5%).

La Borsa tedesca risulta la più emblematica, le vendite si sono concentrate sull’industria “pesante”, Thyssenkrupp (-4,4%), Bayer (-2,6%) e Volkswagen (-2,1%) hanno concluso la seduta sul fondo della classifica.

Il nostro Ftse Mib (-1,58%), purtroppo, non ha fatto eccezione, ha navigato per l’intera seduta in un range ristrettissimo di 100 punti, fra i 21.700 ed i 21.800 punti. Al fixing quattro titoli sono riusciti ad evitare la freccia rossa: Recordati (+0,03%), Saipem (+0,14%), Leonardo (+0,40%) e soprattutto Campari (+1,31%) che ha concluso su quota 7,36 euro, ad un soffio dal proprio record storico stabilito venerdì scorso (7,375 euro).

Per il resto una mezza Caporetto, con Cnh Ind. (-4,92%) particolarmente tartassata dal mercato che conclude l’ennesima seduta ribassista, per vedere quotazioni simili a quella attuale dobbiamo tornare indietro di 15 mesi. Ovviamente pesano i timori per un inasprimento della guerra commerciale Usa/Cina nei riguardi dei prodotti agricoli.

Le brutte notizie per la galassia Agnelli non si limitano però soltanto a Cnh Ind., Exor (-3,28%) ha risentito anche delle vendite che hanno colpito nuovamente Fiat Chrysler (-3,05%) ed in misura minore Ferrari (-0,89%).

Ma a proposito di titoli in netta crisi ecco Banca Mediolanum (-3,70%). Il 2018 si sta rivelando un anno particolarmente complicato anche per Azimut (-3,05%), mentre in netta controtendenza, all’interno del settore del risparmio gestito, Finecobank (-0,06%) si mantiene su quotazioni stratosferiche.

Giornata decisamente negativa anche per Tenaris (-3,39%) che torna così sotto quota 16 euro, e dopo i massimi dell’anno, ritoccati alla vigilia, le vendite hanno colpito anche il colosso Eni (-1,68%).

Segnaliamo infine anche la nuova debacle di Salvatore Ferragamo (-2,91%) che lascia isolato il rimbalzo della vigilia.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

 

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