Borse: monocromatico rosso

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Wall Street dà segnali di cedimento

Buona trimestrale e report positivi lanciano in vetta Unipol ed UnipolSai. Bene anche Telecom. Sul fondo Stm, Pirelli, Buzzi e Mediaset.

Tutti i listini delle principali Borse mondiali hanno visto prevalere nettamente le vendite. Sappiamo che ormai da tempo il sentiment non è particolarmente positivo, tutti guardano con preoccupazione a Wall Street, da Oltre Oceano non arrivano notizie rassicuranti, ed ecco spiegata la tensione che al momento si riscontra nelle sale operative.

Il rimbalzo al quale avevamo assistito un paio di settimane fa si è rivelato effimero, ed allora la volatilità è tornata a farla da padrona.

Se Londra (-0,7%) e Parigi (-0,9%) hanno limitato i ribassi entro il punto percentuale, Francoforte (-1,8%) ancora una volta ha mostrato tutta la sua fragilità, e non è solo un problema di carattere politico.

Infineon (-7,8%), SAP (-5,6%) e Bayer (-3,4%) pesano come macigni sulla performance odierna del Dax, ma riteniamo che le maggiori preoccupazioni per il popolo tedesco arrivino dalla frana senza fine che sta trascinando a valle i due colossi bancari: Commerzbank (-3,3%) e Deutsche Bank (-3,2%).

Ovviamente anche il nostro Ftse Mib (-1,05%) non poteva salvarsi dalle vendite, anche se più di un quarto dei titoli quotati sul nostro indice principale ha fatto segnare un rialzo.

La buona trimestrale ed in particolare un report decisamente positivo da parte di Equita ha portato in vetta alla graduatoria odierna Unipol (+3,20%), molto bene anche la controllata UnipolSai (+1,82%).

Le parole del vice-Premier Di Maio, aiutano poi Telecom Italia (+2,79%) anche se la performance finale è risultata decisamente inferiore rispetto ai massimi di giornata.

Rimbalzino, dopo la debacle della vigilia per Leonardo (+1,72%). Da segnalare infine il quinto rialzo di fila per Terna (+1,08%), di questi tempi un dato estremamente significativo.

Torna in area 12 euro ed indossa la maglia nera di giornata Stmicroelectronics (-6,43%), momento estremamente delicato anche per Pirelli (-4,81%) e Buzzi Unicem (-3,38%).

Quarto ribasso di fila inoltre per Mediaset (-3,01%) che al fixing fa segnare 2,64 euro, un livello davvero preoccupante, il nervosismo che in questi giorni sta evidenziando Silvio Berlusconi, probabilmente, deriverà anche dalla situazione critica nella quale si trova ora l’azienda del Biscione.

Concludiamo segnalando infine il momento no del settore auto-motive, Brembo (-2,84%) è tornato in area 9 euro, una quotazione che riporta il titolo indietro di 28 mesi, e Ferrari (-2,63%) che ripiomba in area 95 euro su quotazioni che la riportano allo scorso mese di gennaio.

Al momento a New York il DJ e lo S&P500 lasciano sul terreno circa un punto e mezzo percentuale, più di due punti, invece, il calo del Nasdaq.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro          

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