Borse: Piazza Affari invariata, ma il sentiment rimane negativo

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

In Europa prevalgono i segni meno

La Borsa milanese si salva con i bancari, i petroliferi ed il risparmio gestito. Male le utilities e gli industriali, vendite anche sul settore del lusso.

Come suol dirsi … orfane di Wall Street … le Borse europee concludono una seduta all’insegna della debolezza, soltanto il nostro indice principale si è salvato dalle vendite facendo segnare al fixing un frazionale rialzo.

Nell’ultima parte della giornata sono anche arrivati acquisti che hanno portato il nostro Ftse Mib (+0,08%) a guadagnare una settantina di punti, un guadagno che però si volatilizzava quasi del tutto nell’asta di chiusura.

In rosso invece il resto d’Europa, Londra e Francoforte hanno perso tre decimi di punto percentuale. All’indice tedesco non è bastata l’ottima performance di Deutsche Bank (+2,2%), il comparto industriale sta soffrendo, ormai da alcune sedute causa l’apprezzamento dell’euro nei confronti delle altre principali monete. Male anche Parigi (-0,4%), il periodo critico per il colosso dell’energia EDF (-4,0%) continua a pesare sull’indice transalpino.

Da noi, ancora una volta, è stato il settore bancario a risollevare le sorti del Ftse Mib, proprio nell’asta di chiusura Ubi Banca (+4,03%) ha scavalcato il titolo che fino a quel momento aveva guidata la classifica, ci riferiamo a Saipem (+3,72%) che sembra ora aver superato il momento critico.

Terzo gradino del podio per Bper Banca (+3,40%) ormai pronta ad azzerare le perdite accumulate da inizio anno.

Positive anche Banco BpM (+1,73%), Unicredit (+1,65%) e Mediobanca (+0,85%), mentre Intesa Sanpaolo ha concluso invariata.

Giornata, quella odierna, nella quale hanno prevalso i segni più anche per quanto riguarda il risparmio gestito: Finecobank (+1,40%), Banca Generali (+1,39%), Azimut (+0,95%) hanno confermato la buona lena del comparto, conclude con un segno meno invece soltanto Banca Mediolanum.(-0,54%).

Diamo ora un breve sguardo anche alla parte bassa della classifica per segnalare il nuovo ritracciamento di Ferrari (-2,04%) che da alcune sedute cerca di trovare un livello sul quale consolidare i guadagni ottenuti da inizio anno, il ribasso ha senza dubbio influito sulla performance della capogruppo Exor (-1,02%).

Continua il periodo nero di Telecom (-1,76%) nuovamente in prossimità di quota 0,8 euro.

Possiamo invece parlare di prese di profitto per quanto riguarda Prysmian (-1,55%) e Campari (-1,44%).

Per concludere segnaliamo anche i ribassi di Terna (-1,29%) ed Stmicroelectronics (-1,18%) che non può non risentire del momento di crisi che sta attraversando Intel, il colosso del settore sul mercato americano.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

 

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