Borse a picco, ma Milano resiste

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Wall Street frana

Bene i nostri titoli bancari ed in particolare le Popolari, male il lusso ed il comparto petrolifero. Mediabanca ha distribuito un generoso dividendo.

Apre Wall Street ed arrivano valanghe di vendite, in questo momento il DJ e lo S&P500 lasciano sul terreno un punto e mezzo percentuale, sta andando ancor peggio il Nasdaq (-2,1%) che perde oltre due punti. Ovviamente le Piazze europee ne hanno risentito, Parigi (-0,8%) e Francoforte (-0,8%) scendono di quasi un punto percentuale mentre riesce a limitare le perdite Londra (-0,2%), il Ftse100 difende con i denti quota 7.000 punti.

Ma, a sorpresa, resiste anche il nostro Ftse Mib (-0,29%) che sul finale è costretto a perdere la freccia verde che aveva mantenuto per quasi l’intera seduta.

La giornata infatti era cominciata bene, il nostro indice di riferimento aveva perfino rivisto quota 19.000 punti, ma Wall Street ha poi rovinato tutto.

Gli azionisti di Telecom Italia (+3,95%) festeggiano l’arrivo di Gubitosi (si accontentano davvero di poco), ma è il nostro comparto bancario a sorreggere l’indice principale.

Completano il podio infatti Banco BPM (+3,28%) ed Ubi Banca (+1,88%), salgono anche Bper banca (+0,92%) ed Intesa Sanpaolo (+0,35%), solitaria in controtendenza Unicredit (-0,64%).

Mediobanca (+1,23%) ha oggi staccato un dividendo (ricordiamo che la società chiude l’esercizio il 30 giugno), agli azionisti sono andati 47 centesimi di euro per azione, uno yield decisamente generoso (6%).

Continua poi il recupero di Enel (+1,38%) in una seduta non particolarmente brillante per le utilities: A2A (+0,07%), Snam Rete Gas (-0,10%), Italgas (-0,53%) e Terna (-1,53%).

Contrastato il risparmio gestito con Azimut (+1,37%) e Finecobank (+0,52%) che salgono, mentre Banca Generali (-0,39%) e soprattutto Banca Mediolanum (-1,85%) proseguono il trend ribassista in atto, per la società guidata da Ennio Doris il momento è particolarmente delicato, il titolo si trova nuovamente a difendere quota 5 euro, un livello davvero importante.

Ma il calo del nostro Ftse Mib è dovuto soprattutto alla giornata storta avuta dal settore petrolifero e da quello del lusso.

I continui cali del prezzo dell’oro nero hanno portato sul fondo della classifica Saipem (-3,61%), non si sono salvate dalle vendite tuttavia neppure Tenaris (-2,06%) ed Eni (-1,21%).

Per quanto rigurda il lusso, invece, ecco le performance odierne: Salvatore Ferragamo (-3,33%), Moncler (-2,44%) e Luxottica (-2,15%).

Al momento Wall Street incrementa le perdite, il Dow Jones è sceso sotto quota 25.000 punti, una seduta davvero pesante per la Borsa americana.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro          

 

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