Borse positive grazie al comparto automotive

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Ftse Mib (+0,92%) 

Le voci sul futuro di Fiat scaldano Piazza Affari, ma non solo. Poste continua a salire. Un anno d’oro per Azimut. Sul fondo Telecom Italia. 

Tornano in voga le operazioni di M&A? Se ieri sotto i riflettori c’era il comparto bancario con la possibile fusione fra Deutsche Bank e Commerzbank, oggi l’attenzione si è spostata sull’automotive.

Fiat ai francesi? E’ una possibilità! Pare infatti che il gruppo PSA (Peugeot, Citroen, Ds ed Opel tanto per intenderci) sia interessato a Fca, una fusione fra i due gruppi avrebbe tanto il sapore della acquisizione, quindi personalmente io sono assolutamente contrario.

Queste voci hanno ovviamente fatto lievitare le quotazioni non solo dei gruppi interessati, ma di tutto il comparto, ed ecco che la Borsa di Francoforte (+1,1%) ne ha immediatamente beneficiato (il settore auto pesa molto sull’indice Dax), Porsche (+4,0%), Daimler (+3,4%), Volkswagen (+3,0%) e Bmw (+2,1%) hanno dato un contributo determinante alla crescita dell’indice di riferimento tedesco, frenato dalle prese di profitto sui bancari che oggi hanno stornato.

Molto più contenuti i guadagni messi a segno da Londra (+0,3%) e Parigi (+0,2%).

Ed ecco allora che a Piazza Affari il podio odierno è stato monopolizzato dai titoli della galassia Agnelli: Fiat Chrysler (+5,01%), Exor (+3,79%) e Cnh Industrial (+2,80%).

Da segnalare poi l’ennesimo guadagno da parte di Atlantia (+2,69%) che ha superato di slancio anche quota 22 euro, un 2019 davvero brillante (+24,7%) per il titolo del gruppo Benetton che, ricordiamolo, dopo il crollo del ponte Morandi aveva visto scendere le proprie quotazioni da 25 a 18 euro.

E’ giunto però il momento di spendere anche due parole per Poste Italiane (+2,58%), il titolo ha polverizzato per l’ennesima volta il proprio record storico, sale ininterrottamente da cinque mesi e quella odierna è stata la settima seduta rialzista di fila.

Sei rialzi nelle ultime sette sedute, invece, per Leonardo (+1,76%) che si insedia così al quarto posto nella classifica dell’anno in corso (+35,5%), classifica sempre guidata da Azimut (+1,51%), la cui performance YTD è semplicemente impressionante (+58,5%).

Come già anticipato, giornata non proprio favorevole per i titoli bancari, Ubi Banca (-0,99%), Banco BPM (-0,80%) e Mediobanca (-0,61%) hanno dovuto cedere alle vendite. Segno più invece per Intesa (+0,13%), Bper Banca (+0,76%) e soprattutto Unicredit (+1,24%).

Ma la maglia nera spetta di nuovo a Telecom Italia (-2,65%), un dietro front improvviso dopo quattro rialzi di fila.

Al momento Wall Street continua a salire, i tre indici principali della Borsa americana guadagnano poco meno di mezzo punto percentuale, quanto basta al Dow Jones per superare nuovamente un livello pazzesco, quello dei 26.000 punti!

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro          

 

Articoli correlati

Canale YouTube
COME "ABBATTERE" LA BCE
EURO DISASTRO Perché gli italiani non hanno ancora capito
PIANO B - riprendiamoci la sovranità
FTSE Mib
Gli Ultimi Commenti
Osservatorio internazionale