Borse: sbandata sull’arrivo

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Solo frecce rosse sui listini europei

Galassia Agnelli ancora protagonista con Cnh Ind. al nuovo massimo storico. Fra le Banche bene le Popolari, giù le due Big. Sul fondo Brembo.

Seduta abbastanza nervosa per le Borse occidentali, a Piazza Affari le contrattazioni iniziavano in leggero territorio positivo, ma ben presto arrivavano improvvisamente copiose vendite che trascinavano all’ingiù il nostro indice principale.

Toccato un punto di minimo, tuttavia, il rimbalzo era veemente ed in poco più di un’ora dal minimo (a 21.078 punti) passavamo al massimo di giornata (21.302 punti), successivamente le acque si calmavano fino al quarto d’ora finale, quando una nuova ondata di vendite portava il Ftse Mib (-0,37%) a terminare la seduta in territorio negativo.

Da segnalare il comportamento del tutto contrastato all’interno del comparto bancario: positive le “Popolari” in calo le due Big. La migliore anche oggi è stata Bper Banca (+1,81%) che prosegue il recupero in atto, ma sono state Ubi Banca (+1,37%) e Banco BPM (+0,84%) a ritoccare il loro massimo dell’anno, per Ubi la performance del 2017 è semplicemente stellare (+71,2%!!!).

Molto bene anche Mediobanca (+1,24%), mentre, come anticipato, sia Intesa Sanpaolo (-0,91%) che Unicredit (-1,83%) hanno dovuto soccombere.

Anche oggi protagonisti assoluti i titoli del Lingotto, in vetta alla classifica troviamo Exor (+1,90%), terzo gradino del podio per Fiat Chrysler (+1,78%), ma la palma di titolo del giorno spetta a Cnh Ind. (+0,96%) che ritocca il proprio record storico salendo a quota 10,47 euro. Frazionale il rialzo di Ferrari (+0,06%).

Dopo quattro rialzi di fila arriva la “frenata” di Brembo (-1,97%), maglia nera di giornata, proseguono poi le prese di profitto su Finecobank (-1,64%) che potrebbe trovare sui 7 euro un livello dal quale poter ripartire.

Giornata comunque negativa per l’intero settore del risparmio gestito, le vendite hanno infatti colpito anche Banca Generali (-1,30%), Banca Mediolanum (-1,08%) ed Azimut (-0,33%).

Han lasciato sul terreno oltre un punto percentuale anche Campari (-1,21%) e Luxottica (-1,08%).

Da segnalare l’impennata dell’euro che vola a 1.1435 nei confronti del dollaro, siamo tornati così sui massimi fatti segnare a fine giugno, per le aziende esportatrici non è certo una buona notizia.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

 

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