Borse, si chiude male la settimana pasquale

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Anche il bilancio dell’ottava è negativo

Bene Cnh, Prysmian, Saipem e Mediaset. Male il settore bancario, Yoox, Autogrill, Fiat, Enel e Telecom Italia.

Troppo facile per me ricordare, dopo una seduta come quella odierna, cosa avevo scritto nel commento alla giornata borsistica positiva di ieri, sapete che non è nel mio stile.

Oggi abbiamo avuto la controprova, però, che, chiamiamola pure volatilità, ma è il nervosismo del mercato quanto avverte qualcosa di poco chiaro.

E quindi, per il ribasso odierno, a chi diamo la colpa?

All’Ucraina? Ed allora perché ieri i mercati azionari sono saliti? Il problema ucraino c’era anche ieri.

Alle trimestrali? Ok Ford ha annunciato un utile operativo inferiore alle attese, ma l’eps di Microsoft (0,68 dollari), ad esempio, è risultato superiore alle attese (0,63 dollari).

Ai dati macro? Ma come, l’indice del Michigan (quello sulla fiducia dei consumatori) è salito addirittura a 84,1 punti!!! Il più alto livello dallo scorso luglio ed una quota storicamente straordinariamente elevata.

Insomma c’è chi vi scrive un giorno che tutto va bene e non si vergogna, il giorno successivo a dirvi che tutto va male, personalmente non sono fatto così.

Ve lo ribadisco, ciò che oggi chiamano volatilità è un qualcosa che non mi convince. Prendete ad esempio quanto accaduto oggi a Piazza Affari, la seduta è stata all’insegna delle vendite praticamente ininterrottamente ed al termine delle contrattazioni il nostro indice principale era sceso a 21.366,5 punti, perché nell’asta di chiusura si sono recuperati 75 punti?

Erano forse ordini ricevuti sull’onda della seduta positiva della vigilia e che i gestori, sapendo che oggi tirava aria grama, hanno voluto “passare” solo nell’asta di chiusura? O forse i gestori sanno che dopo la chiusura delle Piazze europee Wall Street, che ha cominciato male la giornata si riprenderà? Certo sono ipotesi ammissibili, ma testimoniano ancora del caos che regna oggi sui mercati.

Occupiamoci, però, come di consueto, dei titoli che hanno particolarmente mosso il nostro Ftse Mib (-1,73%) partendo da chi oggi ha fatto festa.

Prosegue il periodo positivo Cnh Ind. (+2,11%) che è arrivata ad un soffio dal massimo dell’anno stabilito ancora nel mese di gennaio. Decisamente più contenuti i rialzi di Prysmian (+0,70%) che inverte la rotta dopo due ribassi di seguito e Saipem (+0,62%) che mette a segno il quinto guadagno nelle ultime sei sedute terminando, però, molto distante dai massimi di giornata.

Anche Mediaset (+0,32%) si è molto “sgonfiata” dopo aver toccato in intraday anche quota 3,9 euro.

Da rimarcare infine il settimo rialzo consecutivo di Stmicroelectronics (+0,22%), il solo titolo del comparto bancario a terminare in controtendenza, e cioè BpM (+0,22%) e Campari (+0,16%) che frena i ribassi delle ultime sedute.

Completati i rialzi occupiamoci dei segni meno.

Estremamente volatile Banco Popolare (-3,92%) che sembra non avere le mezze misure, d’altronde, visto il periodo, era anche facilmente prevedibile.

Torna a scendere con vigore Yoox (-3,83%) dopo cinque rialzi consecutivi, e continua il momento no di Autogrill (-3,50%) che perde così quota 7 euro.

Come abbiamo anticipato giornata negativa per il settore bancario, ecco le performances: Ubi Banca (-3,43%), Bper (-2,88%), Unicredit (-2,65%), Intesa (-2,36%), Mediobanca (-1,88%) e Banca MPS (-0,92%).

Continuano le prese di profitto su due titoli “pesanti” come Fiat (-2,92%) ed Enel (-2,92%) che perde quota 4 euro.

Al momento rimane ancora un tabù quota 0,9 euro per Telecom Italia (-2,87%) e tornano a scendere anche Finmeccanica (-2,63%) ed UnipolSai (-2,39%).

Nuovo minimo dell’anno, infine, per Buzzi Unicem (-2,08%) tornato sotto la media degli ultimi 12 mesi.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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