Borse: stavolta Wall Street non aiuta

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

La Borsa milanese limita le perdite

Piazza Affari si difende con Eni e le utilities che ritoccano nuovamente i loro massimi assoluti. Male le Banche con l’eccezione di Mediobanca ed Intesa.

Sembrava una buona giornata per le Piazze europee, il gran balzo del Nikkei (+1,7%), che ha portato l’indice di riferimento della Borsa giapponese sui massimi dal 1991, era certamente un ottimo viatico per proseguire il trend rialzista in atto.

Tuttavia le vendite arrivate a Wall Street dopo una prima mezz’ora di contrattazione facevano terminare i principali indici americani sotto la linea della parità e la Vecchia Europa si adeguava. Al termine della seduta quindi Londra (-0,7%), Francoforte (-0,7%) e Parigi (-0,5%) hanno accusato ribassi superiori al mezzo punto percentuale.

Il nostro Ftse Mib (-0,18%) limitava il calo in una giornata caratterizzata dalla diffusione di alcune importanti trimestrali. A catalizzare l’attenzione degli investitori era Intesa Sanpaolo (+0,28%) che ha riportato un consistente utile (5,89 miliardi) dovuto però in gran parte (3,5 miliardi) al contributo pubblico avuto per l’acquisizione di Popolare Vicenza e Veneto Banca. Nei primi nove mesi dell’anno sono anche diminuiti, seppur in misura minore delle attese, i crediti deteriorati passati da 29,77 miliardi a 27,07 miliardi di euro.

Restiamo sul comparto principe della Borsa italiana per segnalare l’ottima seduta di Mediobanca (+1,25%) per trovare un fixing superiore a quello odierno (9,69 euro) occorre tornare al maggio 2008. L’Istituto di Piazzetta Cuccia quindi è il solo titolo del settore ad essere tornato sui valori precrisi.

Per il resto solo frecce rosse, pesanti in particolare le popolari, Ubi Banca (-1,58%), Bper Banca (-1,88%) e Banco BPM (-2,21%).

Prosegue il momento decisamente negativo di Leonardo (-1,76%) e torna sotto quota 40 euro Recordati (-1,68%).

Il mercato non ha poi accolto favorevolmente la trimestrale di Prysmian (-1,62%), ricordiamo però che il titolo aveva stabilito il proprio massimo assoluto meno di una settimana fa.

Proseguono poi le prese di profitto sui titoli della galassia Agnelli, Ferrari (-1,59%), Cnh Ind. (-0,98%) e Fiat Chrysler (-0,90%) devono consolidare le quotazioni stratosferiche raggiunte nei giorni scorsi, tuttavia Exor (-0,18%) ha limitato il calo a meno di due decimi di punto percentuale.

Ed allora diamo uno sguardo alla parte alta della classifica. Se il nostro indice principale ha contenuto il ribasso il merito è essenzialmente di Eni (+1,52%) che non solo ha messo a segno il settimo rialzo consecutivo, ma va sottolineato che nelle ultime nove sedute il prezzo di chiusura è risultato sempre superiore rispetto a quello di apertura, segno evidente che qualche grosso investitore in queste ultime due settimane si è riposizionato sul titolo.

Seduta sorprendentemente positiva anche per il risparmio gestito, tutti i titoli del comparto hanno infatti terminato la seduta in territorio positivo: Banca Mediolanum (+1,46%), Banca Generali (+0,53%), Azimut (+0,52%) e Finecobank (+0,25%).

Concludiamo infine questo commento a Piazza Affari segnalando i nuovi record storici migliorati in giornata al solito dalle nostre utilities, letteralmente irrefrenabili: Terna (+1,05%) fa segnare al fixing 5,28 euro, Snam Rete Gas (+0,99%) 4,5 euro ed Enel (+0,09%) 5,395 euro.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

 

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