Borse tendenzialmente positive, ma …

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Al momento nessun allarme

Bene il lusso, bene i bancari, bene la galassia Agnelli. Crolla Prysmian, in calo anche Saipem e Telecom. Vendite sulle utilities.

Prevale il segno più sulle Borse del Vecchio Continente, ma gli operatori rimangono cauti, non c’è una gran voglia di esporsi, meglio stare coperti, si attribuisce una maggior probabilità ad eventi negativi anziché positivi.

Termina in territorio negativo Londra (-0,0%) che se il ribasso è davvero frazionale. Positiva Francoforte (+0,3%) ed in particolare Parigi (+0,7%).

Salva il segno più anche il nostro Ftse Mib (+0,06%) nonostante una brutta asta di chiusura, da New York infatti non arrivano buone notizie.

Seduta decisamente brillante per il comparto del lusso che occupa la prima posizione di giornata con Salvatore Ferragamo (+4,38%) che termina su quota 20 euro tondi tondi, un livello che il titolo non superava al fixing dal 7 dicembre scorso. Si deve accontentare invece di stare ai piedi del podio Moncler (+1,70%) che rimbalza su quota 36 euro.

Molto volatile di questi tempi Cnh Industrial (+2,43%), che oggi guida i guadagni dei titoli della galassia Agnelli: Juventus (+0,94%), Exor (+0,20%), Ferrari (+0,04%) e Fiat Chrysler (+0,01%).

Seduta decisamente positiva anche per i titoli del settore bancario. Ubi Banca (+1,74%) torna a far segnare una performance positiva anche nella graduatoria da inizio anno, ma terminano la giornata con un guadagno anche Mediobanca (+1,44%), Bper Banca (+0,85%), Intesa Sanpaolo (+0,59%) ed Unicredit (+0,54%), soltanto Banco BPM (-0,08%) chiude con un ribasso frazionale.

Miglior fixing del 2019 anche per Pirelli (+1,47%) visto l’andamento del mercato dell’automobile lo definirei un successo.

Ed ora diamo uno sguardo alla parte bassa della classifica.

Crolla Prysmian (-8,19%) di gran lunga il peggior titolo dell’anno (-11,3%), arrivano ancora brutte notizia dalla vicenda WesternLink e le Banche d’affari tagliano rating e target price, inevitabile.

Terzo ribasso di fila per Saipem (-2,70%), davvero allora quota 5 euro è per il titolo una maledizione.

E continua infine la debolezza di Telecom Italia (-1,86%) che tuttavia ha già rimbalzato un paio di volte dai livelli attuali.

Al momento i tre principali indici americani di Borsa viaggiano in territorio negativo, ma i ribassi sono decisamente contenuti.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro          

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