Borse: tutte al traino di Wall Street

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Francoforte ancora sopra quota 13.000 punti

Volano i titoli “legati” agli Stati Uniti. La settimana inizia nel migliore dei modi. Penalizzata Prysmian per una acquisizione considerata troppo onerosa.

Trump mantiene le promesse e taglia le tasse, il mercato plaude, per il momento, poi … però … le buone notizie sono finite, quindi è sempre bene non lasciarsi prendere dall’entusiasmo.

Le aziende quotate sul nostro Ftse Mib (+1,16%) che maggiormente beneficeranno della riduzione della pressione fiscale negli Usa sono Buzzi Unicem (+4,88%) che, ricordiamolo, genera la metà del proprio fatturato (2,66 miliardi di euro) proprio negli Stati Uniti e Luxottica (+4,76%), entrambe le società, ovviamente, sono state premiate dal mercato.

Le altre società che senza dubbio trarranno maggiori profitti dall’entrata in vigore della riforma Trump sono certamente Fiat (+3,26%), Tenaris (+2,25%) e Cnh Ind. (+2,15%), ed anche in questo caso i titoli sono stati ben comprati.

Ma il nostro indice di riferimento è stato trainato anche da alcuni titoli “di peso” che hanno messo a segno performances di tutto rispetto, mi riferisco in particolare ad Enel (+1,86%) nuovamente in prossimità del proprio massimo storico ed Intesa Sanpaolo (+1,73%).

A proposito del comparto bancario, sull’onda di quanto sta accadendo negli Usa, è tornato un certo interesse sul settore, Bper Banca (+2,69%), Ubi Banca (+1,62%), Mediobanca (+0,73%) ed Unicredit (+0,41%) hanno ripreso a crescere, tuttavia, Banco BPM (-0,50%) e la solita Banca MPS (-2,54%) hanno visto anche oggi prevalere le vendite.

Da segnalare poi la volatilità di Unipol (+2,24%) ed UnipolSai (+1,40%) che riprendono immediatamente il minitrend rialzista superando  prontamente la sbandata della vigilia.

L’acquisto di General Cable per 3 miliardi di dollari, da parte di Prysmian (-4,07%) è stato visto con favore da Credit Suisse, evidentemente non dal mercato che ha considerato il prezzo un po’ caro e teme la possibilità di un aumento di capitale (si parla di 500 milioni di euro) necessario per chiudere l’operazione in meno di un anno.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

 

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