Borse: tutti cauti, aspettando Powell

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Fari puntati sulla Fed

In calo Telecom ed Stm, ma a determinare il segno meno sono i ribassi di Intesa ed Unicredit. Svetta Luxottica, bene anche Pirelli e Campari.

Il rialzo di un quarto di punto da parte della Fed è dato per scontato dal mercato, ma occorre capire cosa dirà fra qualche ora il Presidente della Fed, Jerome Powell. Come tutti (o quasi) i Banchieri centrali non si sbilancerà molto, ma obiettivamente non potrà negare il “boom economico” che sta vivendo l’economia a stelle e strisce.

Siamo poi alla fine di settembre, il momento nel quale le previsioni vengo “estese” a tre anni e seppure guardando a ritroso spesso (per non dire sempre) si sono dimostrate fallaci, non mancheranno gli operatori che prenderanno sul serio i grafici dei tassi al 2021.

La domanda (scommessa) che fanno tutti gli operatori è: quando e a che livello si fermerà il rialzo dei tassi? Ebbene io dico sempre che a questa domanda occorre dare una risposta scontata: quando il mercato lo riterrà corretto. Semplice!

Ma, come di consueto, andiamo a vedere quel che è accaduto oggi a Piazza Affari. Il nostro Ftse Mib (-0,15%) ha concluso la seduta appena sotto la parità nonostante siano stati di più i titoli che hanno terminato la seduta in rialzo (25) rispetto a quelli in calo (13), poco mosse anche le Borse di Londra (+0,0%) e Francoforte (+0,1%), decisamente meglio Parigi (+0,6%).

Quindi le vendite si sono indirizzate verso titoli “pesanti”, come ad esempio Telecom Italia (-2,01%) il cui 2018 al momento continua a dimostrarsi quasi disastroso (-24,1%), oppure come Stmicroelectronics (-1,64%) che interrompe bruscamente il tentativo di risalita in atto.

Tuttavia il segno meno davanti alla performance del nostro indice di riferimento è stato determinato in larga parte dai cali registrati da Intesa Sanpaolo (-1,52%) ed Unicredit (-1,34%).

In vetta alla classifica odierna troviamo invece Luxottica (+2,00%) per il leader mondiale dell’occhialeria un fixing (58,22 euro) che ha sfiorato il massimo dell’anno (58,28 euro) stabilito esattamente due mesi fa. Ed i massimi assoluti del 2015 non sono poi così lontani.

Posto d’onore per Pirelli (+1,38%) che potrebbe ripartire dopo qualche seduta di assestamento, mentre il terzo gradino del podio è stato occupato da Campari (+1,17%).

Continua poi il buon momento di Ferrari (+1,09%) seguita dal miglior bancario di giornata: Bper Banca (+1,01%).

Chiude sul massimo di giornata ed in rialzo per la settima volta nelle ultime otto sedute Exor (+0,88%) ormai prossimo a ritornare oltre quota 60 euro.

Positivi al momento i tre principali indici azionari americani. Calma piatta, in attesa di Powell, per il cambio Eur/Usd su quota 1,175.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

 

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