Borse: un dicembre da brividi

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Le vendite non si fermano

Soltanto A2A fa segnare un flebile segno più. Le utilities limitano i cali. Giù i bancari ma non è un crollo. Sul fondo Moncler e Mediaset.

La speranza che dopo una prima settimana di dicembre davvero glaciale arrivasse perlomeno un timido rimbalzo è durata poco. Wall Street partita sulla parità ha visto immediatamente materializzarsi solo ordini di vendita, e la discesa è stata rapida e ripida.

Il Dow Jones è tornato sotto quota 24.000 punti, quindi sui minimi dell’anno che erano stati registrati nello scorso mese di marzo, dello sprint avuto nei mesi estivi rimane solo uno sbiadito ricordo, ora non si riesce a vedere fin dove possa spingersi il trend negativo.

Soltanto Londra (-0,8%) riesce a limitare i ribassi, gli indici di Borsa più importanti della zona euro accusano ancora un pesante calo che porta sia Parigi (-1,5%) che Francoforte (-1,5%) a ritoccare per l’ennesima volta i minimi dell’anno.

A Francoforte davvero raggelante la performance di Deutsche Bank (-5,5%) e Bayer (-4,2%) due titoli che sono un po’ il simbolo della Germania.

Ovviamente non poteva andar meglio al nostro Ftse Mib (-1,77%) che tuttavia non crolla più degli altri.

Si difendono le utilities che occupano tutte le prime piazze della classifica anche se soltanto A2A (+0,07%) mantiene il segno più davanti alla performance, la quotazione del titolo è infatti aumentata di un solo millesimo di euro.

A seguire Enel (-0,13%), Snam Rete Gas (-0,46%) e Terna (-0,54%) riescono a limitare il ribasso entro limiti più che accettabili.

Ma anche i titoli del comparto bancario, contrariamente alle aspettative, non si trovano sul fondo della classifica, certo parliamo di cali comunque importanti, si va dal Banco BPM (-1,08%) ad Unicredit (-2,62%).

Molto più pesanti le vendite piovute su Moncler (-5,13%), Mediaset (-5,12%) e la povera Saipem (-4,53%) che torna rovinosamente in area 3,7 euro.

Al momento il DJ e lo S&P500 perdono circa un punto e mezzo percentuale, mentre il Nasdaq limita il ribasso a meno di mezzo punto.

Chiaramente ora tutta l’attenzione deve essere rivolta a Wall Street, solo dai listini principali delle Borse americane può arrivare un segnale di inversione di tendenza che al momento non appare neppure all’orizzonte.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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