Borse: un giorno giù, un giorno su

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Sotto i riflettori il comparto auto

Dopo i conti mette a segno un guadagno a doppia cifra Cnh Ind., bene tutta la galassia Agnelli. Gran giornata anche per il risparmio gestito. Giù Moncler.

Le Borse al momento “vivono” sugli episodi. Il mercato si posiziona seguendo le parole di Trump, e dato che il Presidente Usa oggi dice una cosa ed il giorno dopo l’esatto contrario ecco spiegato il comportamento dei listini azionari.

Vien quasi da ridere guardando in particolare al comparto dell’automobile, un giorno se ne dice peste e corna, il giorno successivo se ne decanta le lodi. Mah!

Da sottolineare la volatilità del Dax (+1,8%), sembra quasi un indice di Borsa di un Paese emergente, ieri il peggiore, oggi il migliore con i titoli del comparto auto che sono letteralmente decollati: Volkswagen (+4,5%), Bmw (+4,3%) e Daimler (+3,0%).

Bene anche Parigi (+1,0%) mentre Londra (+0,1) finisce appena sopra la parità.

Giornata decisamente positiva anche per il nostro Ftse Mib (+1,40%) che ha beneficiato del rimbalzo avuto dall’intera galassia Agnelli.

Sale a doppia cifra Cnh Industrial (+10,63%), gli analisti hanno decisamente apprezzato una trimestrale che potremmo definire “sorprendente”, ma va anche sottolineato il fatto che probabilmente il mercato nei mesi scorsi aveva penalizzato in maniera eccessiva il titolo sceso in area 9 euro.

Gli acquisti hanno poi premiato anche Exor (+3,88%), Fiat Chrysler (+3,50%) e Ferrari (+2,50%).

Giornata quasi trionfale anche per un altro comparto recentemente martoriato, quello del risparmio gestito. Vola Azimut (+7,74%), torna sui massimi degli ultimi due mesi Banca Generali (+5,57%), bene anche Banca Mediolanum (+2,50%) mentre si deve accontentare di un guadagno inferiore al punto percentuale Finecobank (+0,89%) che tuttavia, è bene ricordarlo, viaggia sui suoi massimi assoluti.

Ci piace poi sottolineare il nuovo balzo di Saipem (+6,17%). Per trovare un fixing migliore rispetto a quello odierno occorre tornare al 23 febbraio dello scorso anno, quindi quasi un anno e mezzo fa. E’ chiaro che a questo punto l’obiettivo diventa quota 5 euro, un livello ambizioso che fino a pochi giorni fa poteva esser considerato utopistico, almeno nel breve termine.

Completa il successo del comparto automotive Pirelli (+4,14%) che, con il guadagno messo a segno nella seduta odierna, ha fatto tornare la freccia verde anche davanti alla performance da inizio anno.

Sul fondo troviamo tre titoli che hanno lasciato sul terreno oltre due punti percentuali, si tratta di Moncler (-3,53%), Brembo (-2,41%) e Campari (-2,09%), per i primi due occorre rimarcare che comunque hanno terminato la seduta ben distanti dai minimi di giornata, mentre per quanto riguarda Campari il ribasso si può attribuire senza dubbio alle prese di profitto successive ad un periodo assolutamente straordinario.

Ed ora concentriamoci sulla Borsa americana, seduta decisamente contrastata per i principali indici d’Oltre Oceano, sale il Dow Jones mentre perde quasi un punto percentuale il Nasdaq affossato dal crollo di Facebook (-18%).

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

 

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