Borse: un mezzo scossone. In vista un ritracciamento?

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Wall Street sembra “stressata”

A Piazza Affari torna Banca MPS, nei mesi di sospensione ha perso quasi il 70% del proprio valore. Giù i petroliferi, mentre salgono Leonardo ed Unicredit.

Sembrava una giornata assolutamente insignificante per la nostra Piazza Affari, e nessuno si stupiva, occorreva infatti consolidare il rialzo della vigilia, invece … dopo aver aperto intorno alla parità, su Wall Street si addensavano le vendite, e le Borse europee non potevano che conformarsi.

Finiva così con un ribasso totalmente inatteso per le Piazze del Vecchio Continente, Parigi (-0,4%) e Francoforte (-0,5%) riuscivano ancora a limitare le perdite, Londra (-1,1%) invece lasciava sul terreno oltre un punto percentuale rompendo al ribasso una fase laterale che durava da un paio di settimane.

Il nostro Ftse Mib (-0,81%) ha visto il ritorno di Banca MPS che ha concluso la seduta a quota 4,55 euro, facendo segnare così un ribasso del 69,83% rispetto all’ultima quotazione ufficiale. Naturalmente anche il range all’interno del quale si è mosso il titolo, in questa prima seduta, è risultato estremamente ampio (29,6%) quindi, almeno per un po’ di tempo, la volatilità rimarrà proibitiva per i deboli di cuore.

Dopo l’exploit della vigilia Saipem (-3,83%) ha pagato pegno, il titolo continua quindi a dare segnali di debolezza, Barclays ha alzato il target price a 4 euro, ma lasciando inalterato il rating (Underweight) e BlackRock ha pure aumentato lo short portandolo allo 0,7%.

Vendite su Fiat Chrysler (-3,23%) anche in questo caso il mercato sembra aver riflettuto. La trimestrale ha senza dubbio superato le attese e diverse case d’investimento hanno innalzato il target price, ma obiettivamente i livelli raggiunti dalle quotazioni hanno consigliato a qualcuno di prendere profitto.

Discorso analogo per Italgas (-2,80%) che dopo aver ritoccato ieri il proprio massimo storico è oggi tornato sotto quota 5 euro.

Giornata pesante per i titoli petroliferi, le vendite hanno penalizzato anche Tenaris (-2,12%) arrivato sulla soglia degli 11 euro, ed Eni (-1,08%) che manca l’aggancio a quota 14 euro.

Diamo infine uno sguardo alla parte alta della classifica, un solo titolo ha guadagnato oltre un punto percentuale, si tratta di Leonardo (+1,06%). La seduta odierna ha così confermato l’inversione di tendenza iniziata nell’ultima seduta della scorsa ottava, il peggio sembra quindi passato.

Da segnalare infine la chiusura positiva di Unicredit (+0,46%) che ancora una volta invia un segnale rialzista al mercato, il titolo su quota 16,5 euro trova sempre compratori, si tratta quindi di un livello/soglia al quale il mercato guarda con interesse.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro   

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