Borse: Wall Street continua a trainare il mondo

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Ma il dollaro rimane sottovalutato

Exor e Atlantia ritoccano i loro massimi storici. Torna a salire Saipem in una seduta favorevole ai petroliferi. Contrastati i bancari, giù il lusso.

L’aspetto che caratterizza i mercati azionari, in questo periodo, è la noia. Tutto sembra già scritto, lo sguardo è rivolto a Wall Street che immancabilmente continua a salire, quindi le altre Piazze si adeguano.

Il Dow Jones dopo aver superato anche quota 22.700 punti si appresta a concludere la settima seduta rialzista di fila, il mese scorso la striscia positiva è arrivata fino a nove, vediamo ora dove ci fermeremo.

E che dire poi del Nasdaq oltre quota 6.560 punti, sembrano valutazioni fuori mercato, ma d’altronde se i giganti del web continuano a fare profitti senza pagare un centesimo di tasse si può andare avanti così all’infinito. Dato però che l’apparato pubblico ha necessità di fondi per garantire quel poco di welfare alla popolazione povera, o si aumenta la pressione fiscale a coloro che non possono eluderle o si accresce il debito pubblico. E questo è proprio ciò che avviene.

Il nostro Ftse Mib (+0,49%) ha recuperato oggi parte delle perdite della vigilia, in particolare grazie alla buona seduta delle utilities.

La palma di titolo del giorno, tuttavia, spetta ad Exor (+4,10%), per la holding di casa Agnelli l’ennesimo massimo storico, con un guadagno del 37,2% nell’anno in corso e del 52,2% negli ultimi dodici mesi.

Alle sue spalle ecco spuntare Saipem (+2,75%) che potrebbe bucare al rialzo la fase laterale che si è venuta a creare dopo il rimbalzo dai minimi di fine agosto.

Nuovo massimo assoluto anche per Atlantia (+2,07%) che ha preceduto le maggiori utilities del nostro indice.

Snam Rete Gas (+1,72%), Enel (+1,59%) e Terna (+1,36%) sono state ben comprate e potrebbero aver posto un freno ai recenti cali.

Rimbalza anche Telecom Italia (+1,05%) ma l’ex monopolista conclude la giornata molto distante dai massimi di seduta.

Un contributo importante al nostro indice di riferimento è arrivato anche da Eni (+0,94%), per il nostro colosso petrolifero importante il recupero immediato di quota 14 euro.

Ancora una seduta negativa invece per il nostro comparto bancario, si sono salvate dalle vendite solo le due big: Intesa Sanpaolo (+0,20%) ed Unicredit (+0,46%).

Sul fondo sono finite Ubi Banca (-1,98%) e Bper Banca (-1,69%), segno meno anche davanti alla performance di Banco BPM (-0,18%) mentre Mediobanca ha concluso sullo stesso livello della vigilia.

Male anche il lusso con Salvatore Ferragamo (-1,51%) e Yoox Net-a-Porter (-1,11%) che hanno lasciato sul terreno oltre un punto percentuale, più contenuti i cali di Moncler (-0,41%) e di Luxottica (-0,27%).

Ed ora al solito concentriamoci sulla seduta Oltre Oceano che abbiamo già anticipato essere decisamente positiva, Goldman Sachs torna verso i massimi assoluti dello scorso mese di marzo e sul Nasdaq Apple, Microsoft, Amazon, Facebook e Google stanno guadagnando oltre un punto percentuale. Insomma la solita solfa.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

 

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