Caso Moretti: è reato dire ad un politico di andare a lavorare?

Giancarlo Marcotti 14 Commenti

Il “caso Moretti” merita di essere approfondito in quanto potrebbe non rimanere un episodio isolato, anzi, solo l’inizio di un cambiamento epocale nei rapporti fra i cittadini ed i propri rappresentanti politici.

Riassumo quanto accaduto.

Premetto che non ero presente alla scena, quindi mi riferisco al breve filmato amatoriale ripreso da un altro avventore e che ora si può trovare in rete.

L’europarlamentare Alessandra Moretti, ex vicesindaco di Vicenza, ex portavoce di Bersani, ex cuperliana pentita, quindi convertitasi al renzismo (e quanto ci ha messo per capire il cavallo sul quale doveva puntare?) in una di queste belle mattinate di sole che ci sta regalando il nuovo anno, si trovava all’interno di  una pasticceria della città berica quando un cittadino, riconoscendola, le faceva notare che anziché starsene beatamente a mangiarsi frittelle avrebbe dovuto essere a Bruxelles, ossia sul posto di lavoro.

Il cittadino, che si dichiarava un elettore della Moretti, faceva notare all’europarlamentare che in quella mattinata al Parlamento europeo era in discussione un’importante legge riguardante gli OGM (tema molto caro alla “sinistra”) e quindi  sarebbe stata particolarmente importante la sua presenza ed il suo voto.

La scena ovviamente imbarazzava la Moretti che minacciava di chiamare i vigili urbani, per nulla intimorito il cittadino, identificato come Paolo Forza, faceva notare che  non stava facendo nulla di male, purtroppo, però, in quel momento aveva fretta (doveva recarsi al lavoro) quindi uscendo dal locale si rendeva disponibile per il giorno successivo a ripetere le stesse cose anche in presenza di rappresentanti della Polizia locale.

Il giorno successivo la Moretti, anziché con i vigili urbani, si presentava “all’appuntamento” nella pasticceria con dei carabinieri, il Sig. Forza, però, coerente, ribadiva ciò che aveva detto il giorno prima, ed ossia invitava la Parlamentare europea ad “andare a lavorare”.

I due rappresentanti delle Forze dell’Ordine, probabilmente solidali con il cittadino, ma timorosi di prendere una lavata di capo dai propri superiori, che a loro volta avrebbe potuto prendere una lavata di capo dai loro superiori, che a loro volta … e così via … fino alla Presidenza del Consiglio, cercavano di chiudere la diatriba “in bonis”, cioè invitavano il Sig. Forza a lasciar perdere e non insistere, accompagnando il cittadino amichevolmente fuori dal locale pubblico.

Ora non si sa se la Moretti per questo fatto sporgerà denuncia o meno, staremo a vedere, ma, visti i fatti, ora passiamo ad un paio di considerazioni.

La prima che mi sento di fare è la seguente: se un qualsiasi imprenditore scoprisse che un suo impiegato, regolarmente pagato ogni mese, anziché sul posto di lavoro, trascorresse tutte le sue  giornata tranquillamente in pasticceria a mangiare frittelle, e per questo lo invitasse a tornare in ufficio, beh! Penso che nessuno avrebbe nulla da obiettare. Anzi! La solidarietà dell’opinione pubblica andrebbe tutta all’imprenditore costretto a pagare lo stipendio ad un fannullone scansafatiche.

E quindi, mi chiedo, perché un europarlamentare, uomo o donna che sia ovviamente non fa differenza, che altro non è che un impiegato pubblico, può tranquillamente non recarsi al lavoro e starsene beatamente a mangiare frittelle tutti i santi giorni, ed i suoi datori di lavoro, cioè chi gli paga lo stipendio, cioè tutti i cittadini italiani, cioè TUTTI NOI, non possiamo nemmeno chiedergli di fare il proprio dovere e recarsi al lavoro?

Oltretutto, in questo caso, le stiamo anche pagando un signor stipendio visto che parliamo di oltre 20.000 euro al mese!!!

Riflettete un attimo, cosa avrebbe risposto il Comando dei Carabinieri se un impiegato si fosse rivolto a loro chiedendo che due rappresentanti dell’Arma lo scortassero in una pasticceria perché lì avrebbe incontrato il proprio datore di lavoro che lo invitava a riprendere il suo posto in ufficio?

Guardate che non è una battuta.

In questo caso due rappresentanti delle Forze dell’Ordine hanno “scortato” un impiegato pubblico a mangiar frittelle e cercato di convincere il suo datore di lavoro a “lasciar perdere” a “lasciare in pace la Sig.ra Moretti”

Vi sembra normale? Vi sembra di vivere in un Paese normale?

Ma noi siamo schiavi dei politici … o i politici sono al nostro servizio?

La seconda considerazione è questa:

La Sig.ra Moretti si è riservata la facoltà di sporgere denuncia (per molestie? Per cosa?) nei confronti del Sig. Forza, probabilmente non lo farà, ma certamente con l’aiuto di tutti i media nazionali (scandalosamente di parte gli articoli sulla vicenda usciti sul Corriere della Sera completamente al servizio dell’attuale dirigenza politica nazionale), cercherà di tramutare la vicenda “politicamente” a suo favore.

Il Sig. Forza, sempre da quella carta straccia che è diventato il Corriere della Sera (Dino Buzzati, Eugenio Montale, Indro Montanelli dove siete?), è stato etichettato come “molestatore” un termine indecoroso che lo equipara quasi ad un “violentatore”, e, cosa ancor peggiore, “appartenente al Movimento 5 Stelle”.

La Dotmedia, la società di comunicazione legata alla famiglia Renzi (gli scandali degli “intrecci” con la Eventi 6, società delle sorelle e della mamma del Premier sono noti a tutti) che cura la campagna elettorale per le prossime elezioni nella Regione Veneto che vedono la Moretti candidata per il Pd, tenta così ora di travisare l’accaduto cercando di far passare la Moretti per una vittima.

Sappiamo tutti che “donna” e “vittima” è un connubio che funziona sempre, ed infatti la Moretti ha già avuto la solidarietà di altre “colleghe” anche di formazioni politicamente contrapposte al Pd (Donazzan perché non te ne sei stata zitta?).

Nel frattempo la Dotmedia è fortemente impegnata a “ripulire” il web dalla miriade di insulti nei confronti dell’europarlamentare veneta, che hanno inondato la rete all’indomani delle sventurate dichiarazioni della Moretti sulla sua costante presenza dall’estetista.

Personalmente ritengo che al mondo non sia mai stata pensata una cosa più stupida delle dichiarazioni della Moretti.

Davvero cari lettori, voi riuscite a pensare ad una cosa più stupida, per un politico di “sinistra”, in un Paese in cui ormai chi non riesce arrivare a fine mese è diventato maggioranza assoluta, che affermare candidamente  di andare tutte le settimane dall’estetista e di considerare questo “un dovere” per un personaggio pubblico?

Ci si può stupire poi che gli italiani, angosciati dal futuro, massacrati dalle tasse e dalla crisi, ti coprano di insulti?

Sarebbe come stupirsi di venir ricoperti di insulti, andando all’Olimpico, in Curva Sud, e gridare: “Forza Lazio!!!”

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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  • Cristiano Lancerotto

    Non si dovrebbe commentare ciò che non si sa… e lei dice apertamente, fin dall’inizio, che non era presente e che ha solamente visto il video in rete!
    E’ chiaro che questo video non parte dall’inizio dell’incontro, quindi non si può sapere cosa è successo prima ed il giorno precedente, né si può essere sicuri che non sia stato oggetto di montaggio!

    • Giancarlo Marcotti

      Guardi Sig. Lancerotto, lasci perdere.

      Tutta Vicenza sa come è andata visto che a quell’ora la nota pasticceria è sempre
      molto frequentata. A perdere la testa è stata proprio la Moretti che urlava come un’ossessa perché qualcuno si era permesso di dirle di andare a lavorare.

      Sa qual è lo scandalo? E’ come è stato riportato dai giornali che hanno esattamente
      ribaltato la verità scrivendo che il Sig. Forza era esagitato mentre la Moretti era calma e cercava di smorzare i toni. E’ esattamente il contrario, la Moretti era esagitata completamente fuori di testa, e tutto ciò, per sua fortuna nel video non compare, fortuna della Moretti infatti che sia stata ripresa solo la parte finale.

      E’ poi scandaloso che il Corriere della Sera abbia scritto che il Sig. Forza ha offeso
      la Moretti con epiteti come “deficiente” e cose simili perché questa cosa è del tutto inventata.

      Occorrerebbe denunciare il Corriere della Sera per le calunnie nei confronti del Sig. Forza, che ovviamente non conosco.

      Il giornale milanese sta facendo una campagna vergognosamente a favore della Alessandra Moretti. Questo è lo scandalo. Guardi gli articoli che gli sta dedicando ormai
      da giorni, neppure l’Unità (che adesso non c’è più) si sarebbe ridotta a tanto servilismo nei confronti dell’attuale governo. Che schifo!

      • Giancarlo Marcotti

        Informo tutti i lettori che stamattina domenica 18 gennaio 2015 alle ore 7:26 ho ricevuto dal Sig. Paolo Forza la richiesta di stringere amicizia tramite Facebook, richiesta che, come tutte quelle ricevute dai lettori di Finanza In Chiaro, in questo momento (ore 10:47) ho accettato.
        Ribadisco comunque di non conoscere personalmente (magari avrò la possibilità di farlo in futuro) il Sig. Forza e di aver scritto tutto quanto, come mio costume, in piena autonomia e onestà intellettuale.

        • Cristiano Lancerotto

          “La Moretti era esagitata completamente fuori di testa, e tutto ciò, per sua fortuna nel video non compare, fortuna della Moretti infatti che sia stata ripresa solo la parte finale.!”
          Allora non è vero quello che scrive, cioè che “mi riferisco al breve filmato amatoriale ripreso da un altro avventore e che ora si può trovare in rete.”
          Ed ancora: “Tutta Vicenza sa come è andata”; io sono di Vicenza, eppure non lo so… strano no?
          Io però, a differenza di quanto fa Lei, non essendo presente di persona e non avendo informazioni certe non scrivo un articolo sul mio blog… potrei scrivere di tutto e del suo contrario, basta che io scriva all’inizio una postilla come la Sua!

          • Mario Botta

            Lancerotto, pensavo che a negare l’evidenza fossero solo persone con la faccia da scemo. Mi spiace per lei e per Giletti, ma la Moretti, se è vero che doveva essere a Bruxelles, onestamente ed eticamente soprattutto in questi anni, non doveva essere in pasticceria protetta persino dalle forze dell’ordine. Secondo me se non ha una pezza giustificativa, va licenziata.

          • Cristiano Lancerotto

            Gentile signore, SE è vero sono d’accordo con lei! E sottolineo SE. Quello che non capisco è come mai a tuttoggi non ci sia nessuno che abbia mostrato la prova che conferma questo fatto… Io contesto solo il fatto che si dice di non conoscere i fatti ma se ne dà un giudizio. Lei sa fornirmi una prova seria ed incontrovertibile del fatto?

          • Non c’è nessun SE, la Moretti era in pasticceria invece che al parlamento europeo a votare e fare il suo dovere/lavoro.

          • Clara Farineli

            questa e’ la vera soluzione e ragione del problema , senza se ,senza ma. la grande voltagabbana moretti , messa in politica per condurre un sistema perverso e ladresco ,come tutti i suoi complici pd- ,fi e governo , una vera melma da cacciare nel WC ma fuori dal parlamento , a calci nel sedere, come fa giletti cosi’ reale e chiaro vicino una donna cosi’?

          • Mario Botta

            Se Giletti, servo in quota RAI e palpeggiatore di membra di oche, è reale e chiaro, la Moretti è Maria Goretti.

          • Giancarlo Marcotti

            Allora lei, caro Sig. Lancerotto, non ha capito nulla!

            Mi era parso di intendere che lei fosse un po’ duro di comprendonio, ma non pensavo fino a questo punto. Allora vediamo se così lo capisce, poi però, la informo subito che ci rinuncio perché sono abituato a conversare solo con persone intelligenti.

            Sono a conoscenza di come si sono svolti i fatti perché raccontatomi da persone e “personale” presenti al fatto, ma visto che non sono abituato a scrivere qualcosa dicendo che “Tizio, Caio e Sempronio mi hanno raccontato che”, anche perché magari a Tizio, Caio e Sempronio non fa piacere essere citati, ho scritto un articolo limitandomi a fare dei commenti relativamente al filmato reso pubblico.

            Quindi nel mio articolo NON ho scritto che la Moretti era esagitata, anche se so per certo come sono andate le cose, e non l’ho scritto perché nel video in effetti non compare!

            Ho scritto dell’agitazione della Moretti solo in risposta al suo commento perché lei mi accusa di “commentare ciò che non si sa”.

            Ma poi di che discutiamo? Lei ha letto il mio articolo o no? Cosa ho scritto io di offensivo nei confronti della Moretti? NULLA, solo che lei era imbarazzata (e dal video traspare questo imbarazzo).

            Poi ho fatto un parallelo fra un impiegato del settore privato che se fosse trovato dal suo datore di lavoro beatamente in pasticceria anziché in ufficio sarebbe logicamente invitato a tornarsene sul posto di lavoro.

            A lei fa piacere che un nostro europarlamentare anziché sul suo posto di lavoro stia beatamente in pasticceria a mangiarsi frittelle? Benissimo è libero di farlo. Lei vuole difendere la Moretti? Lo faccia pure è liberissimo di farlo!

            Non è libera invece la nostra stampa nazionale di scrivere che la Moretti è stata “aggredita” “insultata” e cose del genere. Le faccio solo due esempi di titoli di giornali:

            L’aggressore della Moretti si svela: “andare a lavorare non è un’offesa” – Il Gazzettino di Padova

            Ed ancora

            La Moretti del Pd insultata al bar: “Oggi si vota, lei è qui a fare colazione” . il Messaggero

            Da qui il quesito che pongo nel titolo del mio articolo “Caso Moretti: è reato dire ad un politico di andare a lavorare?”

            Scusi ma lei ritiene giusto che nei due esempi che le ho fatto (ma ne avrei potuti citare decine) per aver detto ad un politico di andare a lavorare si passi per “aggressore”? E nel chiederle di andare a fare il proprio dovere al Parlamento europeo dove sta l’insulto?

            E per concludere guardi che le persone che dovrebbero essere più arrabbiate perché i politici anziché a votare in parlamento sono al bar dovrebbero essere proprio quelli che li hanno votati, non quelli dell’opposizione che dall’assenza della controparte politica hanno soltanto dei benefici.

            Quindi se lei è uno dei tanti elettori della Moretti all’europarlamento dovrebbe essere il primo ad essere incazzato con lei.

            So che adesso, forse ci voleva questo fatto, la Moretti deve aver rassegnato le dimissioni da europarlamentare, ma questo non cambio di una virgola la questione, vada a vedere a quante sedute del Parlamento europeo è stata presente in questi sei mesi, e vada a vedere la sua “produttività”, cioè interventi in aula ed iniziative parlamentari, praticamente il nulla, è una cosa vergognosa.

          • Cristiano Lancerotto

            Se Lei ha prove certe del fatto fa bene ad avere una Sua opinione. Io purtroppo non le ho.
            Il Suo articolo l’ho letto, e se rilegge i miei commenti vedrà che io non ho mai detto che Lei abbia scritto qualcosa di offensivo!
            La ringrazio del “duro di comprendonio” e dei dubbi sulla mia intelligenza.

  • Clara Farineli

    questa gentaglia come la moretti , sono aiosa nella politica che ci troviamo a rubarci ogni istante i diritti lasciandoci senza sostegno e in mezzo alla strada votando o non andare a votare perché non hann voglia e se ne fregano manovre perverse contro la povera gente e lavoro per il paese !!! queste schifose o schifosi non hanno proprio voglia di lavorare , perché guadagnano troppo e nessuno li caccia ,noi cittadini siamo molto ignoranti e ci teniamo questa melma . poi il m5s che vuole cacciare questi maledetti politici ,non va bene , l’ignoranza o la furba schiera di cittadini non gli va bene questa rigidità di regole per paura che le regole attacchino anche loro stessi !!!!

  • Angelantonio Cibelli

    CARA MORETTI VAI A LAVORARE, A LAVORARE, MA A TE COME A TUTTI GLI ALTRI SIEDIPOLTRONA PIACE MANGIARE, VERO? E NON SOLO CIBO. ORA I COGLIONI TI VOTERANNO COME PRESIDENTE DEL VENETO, CHE ROBA……….. POVERA ITALIA!!!

  • Mi si permetta: la discussione tra Cristiano e Giancarlo (che è ospite e che quindi non dovrebbe, comunque, maltrattare i suoi commentatori) è abbastanza inutile: se Giancarlo ha detto fesserie può essere tranquillamente querelato, quindi si assume la responsabilità, come chiunque altro qui e altrove, di quello che scrive.
    Partendo dal presupposto, ovviamente da verificare, che sia vero quanto espresso nell’articolo, c’è ben poco da dire: la Casta non è mai morta, anzi, si è rafforzata. Forse quel povero Berlusconi, dimentico di quanto sia stato diversamente democratico il suo ventennio politico, ha riconosciuto quella famosa deriva più di molti altri.

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