Comuni, Imus nel dimenticatoio

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Doppio inghippo sull’Imu. Mentre il parlamento è alle prese con il destino dell’Imposta municipale propria (Imu), non vi è ancora traccia dell’Imposta municipale secondaria (Imus), che dovrebbe entrare in vigore dal 1° gennaio 2014.

Problema di non poco conto, se si pensa che tale tributo, ai sensi dell’art. 11, del dlgs 23/ del 2011, dovrebbe accorpare la tassa per l’occupazione degli spazi e delle aree pubbliche, l’omologo canone e i prelievi su pubblicità e pubbliche affissioni.

Molti comuni rischiano, dunque, di vedere paralizzate le gare di affidamento dei servizi di accertamento e riscossione di questi tributi, in quanto non è chiaro se Tosap (Tassa occupazione spazi e aree pubbliche), Cosap (Canone per le occupazioni permanenti o temporanee) e tutti gli altri tributi simili esisteranno ancora. Sussiste, inoltre, l’effettivo rischio di un notevole quantitativo di contenziosi, come dimostra l’esperienza dell’imposta di soggiorno.

Procediamo, però, per ordine. L’art. 7 del dlgs 23/2011 sul federalismo fiscale dispone, che dal 1° gennaio 2014, siano introdotte nell’ordinamento fiscale «due nuove forme di imposizione municipale» destinate al finanziamento dei comuni: «la prima, una imposta municipale propria; la seconda, una imposta municipale secondaria».

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Se, da un lato, l’entrata in vigore dell’Imu è stata addirittura anticipata, seppure in via sperimentale, all’anno 2012, per l’imposta municipale secondaria tutto è rimasto immutato e tutto fa pensare che rimanga tale anche in futuro.

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