Crisi: le verifiche fiscali diventano mirate

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Meno rilievi formali, Iva sorvegliata speciale, verifiche sul passato recente, e cioè non più indietro del 2012, e grandi imprese ai raggi X.

Sono queste le direttrici su cui si muoveranno gli uffici del fisco per portare a casa quanto più gettito possibile e al riparo dalle lungaggini del contenzioso, tanti maledetti e subito.

Per farlo, secondo quanto emerge dagli indirizzi operativi contenuti nella circolare 25/2014 dell’Agenzia dell’entrate, emanata ieri, l’attività a monte della preparazione dell’accertamento si concentrerà sull’analisi di rischio per individuare i comportamenti di maggiore pericolosità.

Tanto che l’Agenzia dovrà prestare attenzione alla conoscenza delle dinamiche economiche presenti in ciascuna realtà provinciale acquisita dagli studi predisposti dai diversi enti che svolgono indagini statistiche.

E, per la prima volta, in un documento di prassi amministrativa, l’indicazione, che arriva da via Cristoforo Colombo agli uffici, è quella di non trascurare e «di considerare anche la particolare crisi economica che sta colpendo il territorio nazionale».

Inoltre quelli che, negli ultimi anni, sono stati un vero e proprio spauracchio indagini finanziarie e redditometro, considerate fino a poco tempo fa le terribili armi di distruzione di massa dell’evasione, sono messe su un binario morto.

Nella nota si legge infatti «grande cautela per gli accertamenti basati su presunzioni. Le indagini finanziarie devono essere utilizzate evitando richieste di dettaglio su importi poco rilevanti e chiaramente riferibili alle normali spese personali o familiari. Il redditometro scatta soltanto nei confronti di coloro che presentano scostamenti significativi tra reddito dichiarato e spese sostenute».

Fonte: ItaliaOggi

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