Crolla Wall Street, ma Piazza Affari regge

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

Crolla Apple dopo profit warning

Terna al massimo storico, bene tutte le utilities. Sul podio Amplifon davanti ad Unipol ed UnipolSai. Sul fondo crolla Stm, ancora giù Buzzi.

E’ proprio la Borsa milanese a reggere nonostante il crollo annunciato di Wall Street. Annunciato perché ieri, a Borse chiuse, il Ceo di Apple, Tim Cook aveva dato dei numeri … da paura. Le stime dei ricavi trimestrali riviste al ribasso e non di noccioline, ma di ben 7 miliardi di dollari (da 91 ad 84 miliardi di dollari).

Colpa del “rallentamento cinese” come dice Tom Cook? Macché! La colpa è di Huawei che ormai, almeno per quanto riguarda i cellulari, non ha più nulla da invidiare alla Apple e soprattutto colpa di Trump che aveva invitato gli americani a non comprare gli smartphone del colosso cinese.

Risultato?

Gli americani hanno continuato a comprare i telefoni cinesi, mentre i cinesi hanno smesso di comprare i telefoni americani.

Al momento comunque Apple riduce il ribasso a soli 8 punti percentuali ed il Dow Jones perde circa un punto e mezzo tornando in area 23.000 punti dopo aver toccato un minimo a quota 22.668 punti.

Anche le Borse europee ovviamente sono state influenzate negativamente dalle notizie in arrivo da Oltre Oceano, Parigi (-1,7%) e Francoforte (-1,6%) hanno subito i cali più pesanti, mentre ancora una volta è Londra (-0,6%) a limitare i danni.

Anche la nostra Piazza Affari si è ben comportata, anzi di più, il Ftse Mib (-0,61%) nonostante abbia lasciato sul terreno tre decimi di punto soltanto nell’asta di chiusura, è risultato il miglior indice del Vecchio Continente, grazie ai guadagni messi a segno in particolare dal comparto petrolifero e dalle utilities.

Ma partiamo dal fondo, Stmicroelectronics (-11,66%) ha ovviamente risentito del profit warning lanciato da Apple, il titolo è precipitato sotto quota 11 euro, livello che aveva lasciato quasi due anni fa.

Testa-coda di Prysmian (-4,76%) che ieri invece era risultato il best performer di giornata. Molto male anche Moncler (-4,63%) che ripiomba sotto quota 28 euro.

Seduta da dimenticare per tutto il comparto del lusso, Salvatore Ferragamo (-2,55%) conclude la seduta con il secondo peggior fixing di sempre!

Continua poi senza pause la discesa di Buzzi Unicem (-2,34%) che torna di nuovo sotto quota 15 euro, e scende sui minimi degli ultimi quattro anni Leonardo (-2,27%) … Profumo non perdona.

E concludiamo dando uno sguardo alla parte alta della classifica, sul gradino più alto del podio sale oggi Amplifon (+4,24%), le altre due piazze del podio sono state occupate dalle “sorellastre” Unipol (+4,05%) ed UnipolSai (+2,55%).

Continua a mantenersi su livelli di assoluta eccellenza Campari (+2,17%), mentre Telecom (+2,02%) che per parecchio tempo era risultata la best performer di giornata, si deve accontentare della quinta piazza.

Bene i petroliferi con Saipem (+1,71%) ed Eni (+0,44%). Prosegue bene il 2019 per le utilities, la palma di titolo del giorno spetta senza dubbio a Terna (+1,70%) che atterrando su quota 5,154 euro ritocca il proprio massimo storico.

Massimo assoluto solo sfiorato da Italgas (+1,15%), completano il quadro Snam Rete Gas (+0,56%), A2A (+0,19%) ed Enel (+0,04%).

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

 

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