Crollano le Borse mondiali, Piazza Affari la migliore

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Bancari in chiaroscuro

Bene Luxottica dopo i conti, salgono anche Mediaset, Fiat, Brembo, Terna Leonardo ed Unipolsai. Pesanti vendite su Saipem, Moncler e Tenaris.

Che la giornata odierna sarebbe stata “problematica” per le Borse di tutto il mondo lo si era capito subito, nella notte il crollo di Tokyo (-2,7%) non lasciava speranze alle Piazze europee che infatti fin dall’inizio vedevano prevalere le vendite.

Vana anche l’illusione che Wall Street potesse cambiare il sentiment, gli indici a stelle e strisce partivano in territorio negativo e venivano subissate dai “Sell”.

Alla fine Il Ftse 100 (-1,2%) di Londra, il Cac40 (-1,7%) di Parigi e soprattutto il Dax30 (-2,2%) di Francoforte dovevano soccombere.

La Germania sembra esser tornata “la grande malata”, e non solo l’aspirina non le fa effetto, ma al contrario … fa aumentare la febbre: Bayer (-9,7%).

Ed allora, strano ma vero, è proprio Piazza Affari a limitare maggiormente i ribassi, il nostro Ftse Mib (-0,86%) è stato penalizzato dal comparto petrolifero oltre che da alcuni titoli industriali, tuttavia non son mancati acquisti selettivi.

Al termine della seduta ha svettato Luxottica (+3,00%), sono piaciuti ai mercati i risultati societari dei primi nove mesi dell’anno, gli investitori hanno così premiato la società guidata da Leonardo Del Vecchio che recupera parte delle perdite accumulate nella prima metà del mese in corso.

Bene anche Mediaset (+2,96%) che sembra così aver trovato su quota 2,5 euro un livello dal quale poter ripartire.

Terzo gradino del podio a Fiat Chrysler (+1,27%) che si aggrappa a quota 14 euro, il titolo è andato in netta controtendenza rispetto alle altre società della galassia Agnelli, Cnh Industrial (-3,50%) è tornata nei pressi dei minimi dell’anno, Ferrari (-2,28%) ripiomba sotto quota 100 euro ed Exor (-0,59%) termina per la terza seduta di fila sotto quota 50 euro.

Sul fondo della classifica troviamo oggi Saipem (-4,95%) che risente del forte storno dei prezzi petroliferi, così come Tenaris (-3,94%) ed, in misura minore, Eni (-1,48%).

Per la prima volta dallo scorso mese di marzo scende sotto quota 30 euro Moncler (-4,10%), sembrano lontanissimi (eppure sono passati solo quattro mesi) i tempi in cui il titolo veleggiava sopra quota 40 euro.

Da segnalare infine l’ennesimo capitombolo di Banca Generali (-3,62%) ormai tornata sui minimi degli ultimi due anni.

Al momento i principali indici di Borsa a stelle e strisce sembrano intenzionati a ridurre le perdite, stiamo a vedere.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

 

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