Decreto Fiscale 2019: pace fiscale e obbligatorietà del processo telematico

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Il Decreto Fiscale 2019 che accompagna la Legge di Bilancio 2019, approvata dal governo M5S-Lega, è stato convertito in legge il 17 dicembre 2018 e pubblicato il giorno successivo in Gazzetta Ufficiale. In tal senso è stato confermato l’avvio della c.d. Pace Fiscale 2019 che permette ad aziende, cittadini e liberi professionisti di risolvere le controversie con il Fisco italiano.

Come riportato dal blog di iContenzioso, il software per commercialisti e avvocati specializzato nella gestione del contenzioso tributario, la Pace Fiscale sarà suddivisa in diverse tipologie di interventi che riguardano:

  1. La fase di pre-accertamento
  2. Le liti potenziali
  3. I contenziosi tributari nei 3 gradi di giudizio

Si può aderire alla Pace Fiscale 2019 attraverso diverse strade che vanno dalle liti tributarie, passando per i processi di contestazione verbali, fino alla rottamazione ter delle cartelle esattoriali e alla nuova sanatoria degli errori formali che andrà a sostituire la dichiarazione integrativa speciale, rimossa dal testo iniziale.

Le fasi della Pace Fiscale 2019

La prima fase prevista dalla Pace Fiscale è quella del pre-accertamento: questa procedura si sarebbe dovuta realizzare mediante la dichiarazione integrativa speciale che, invece, è stata eliminata dal testo originario.

Sulla scorta di tale dichiarazione, il cittadino avrebbe potuto introdurre nella dichiarazione dei redditi un massimo del 30% in più rispetto all’imponibile dichiarato negli anni precedenti per una cifra non superiore ai 100000 euro. Questo in relazione alle seguenti imposte:

  • IVA
  • IRPEF
  • IRAP
  • Imposte sostitutive dei contributi e delle ritenute INPS

In sostituzione ci sarà la nuova pace fiscale errori formali, per gli errori e/o omissioni che non incidono sulla determinazione della base imponibile, sui controlli dell’Amministrazione, sul calcolo dell’imposta e sul pagamento del tributo. Questa soluzione è adottabile solamente per gli errori commessi fino al 24 ottobre 2018. Per aderire alla sanatoria errori formali sarà sufficiente effettuare il versamento di una somma pari a euro 200 per ciascun periodo d’imposta in cui si sono commesse le violazioni formali. La somma dovuta dovrà essere versata in 2 rate di pari importo entro il 31 maggio 2019 ed entro il 2 marzo 2020.

Nella seconda fase si affronta il tema delle liti fiscali potenziali ossia quelle liti che vanno dai processi verbali di contestazione fino agli avvisi di accertamento. In base a quanto previsto dalla Pace Fiscale 2019, il contribuente potrà mettersi in regola con il Fisco semplicemente pagando il valore totale della lite. Una volta effettuata la transazione economica, dovrà attuarsi l’accertamento per adesione che sancirà la derubricazione della lite.

La terza ed ultima fase concerne il contenzioso tributario: secondo il Decreto Fiscale 2019 si profila una nuova rottamazione delle liti tributarie nei 3 gradi di giudizio in virtù della quale chi aderirà alla Pace Fiscale non dovrà pagare alcuna sanzione nell’ambito della controversia, sia in caso di vittoria che di sconfitta. Inoltre, l’Unione Europea si è attivata per porre in essere degli sconti sulle somme dovute a seconda del grado di giudizio. L’importo condonato potrà essere saldato in 5 anni, suddividendolo al massimo in 20 rate trimestrali.

Obbligatorietà del processo tributario telematico

Il Decreto Fiscale 2019 ha infine sancito che il processo tributario telematico diventerà obbligatorio a partire dal 1° luglio 2019. Il deposito telematico di documenti e atti farà in modo che ogni Commissione regionale e provinciale possa eliminare, quasi totalmente, i materiali cartacei relativi alle nuove controversie. Lo scopo di questa riforma è quello di ridurre significativamente i costi di custodia e gestione degli archivi tributari, risparmiando all’incirca 5 milioni di euro. Un’altra importante introduzione è quella relativa all’udienza a distanza che comporterà un taglio dei costi di trasferta degli addetti ai lavori.

 

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