Dichiarazioni 2015: visto di conformità obbligatorio per i crediti di importo superiore a 15.000 euro

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L’art.1 c.574 della Legge 147/2013 ha esteso l’obbligo di rilascio del visto di conformità, di cui all’art. 35 del D.lgs. 241/1997, alle dichiarazioni dei redditi diverse dall’Iva, qualora dalle stesse emerga un credito d’imposta di importo superiore a 15.000 euro da utilizzare in compensazione.

L’obbligo di apporre il visto di conformità, oltre che all’Iva si estende, quindi, ai crediti relativi alle imposte sui redditi e alle relative addizionali, alle ritenute alla fonte, alle imposte sostitutive e all’Irap.

Pertanto è necessario richiedere l’apposizione del visto di conformità di cui all’art. 35 c.1 D.lgs. 241/1997:

  • Nella Dichiarazione annuale Iva qualora emerga un credito Iva per un importo superiore a 15.000 euro annui;
  • Nelle Dichiarazioni dei redditi e nella Dichiarazione Irap qualora emerga un credito relativo alle imposte sui redditi e alle relative addizionali, alle ritenute alla fonte, alle imposte sostitutive e all’Irap di importo superiore a 15.000 euro annui.

Per i modelli Unici 2015, che comprendono anche la Dichiarazione annuale Iva, il visto di conformità deve essere inserito nella sezione ad hoc presente nel frontespizio dei dichiarativi, indicando nell’apposito campo il codice fiscale del professionista o CAF che apporta il visto e specificando se il visto si riferisce solo alla dichiarazione dei redditi, solo alla dichiarazione Iva o ad entrambe le dichiarazioni. Infine il professionista dovrà appore la propria firma che attesta il rilascio del visto di conformità.

Come esplicitato dalla Circolare 10/E del 2014 dell’Agenzia delle Entrate il visto di conformità non è necessario in caso di compensazione verticale, cioè non deve essere apportato in dichiarazione se la compensazione del credito avviene nell’ambito della stessa imposta, anche se tramite modello F24. E’ invece obbligatorio apporre il visto di conformità se si vuole utilizzare l’eventuale credito in compensazione orizzontale, cioè per quelle compensazioni operate tra debiti e crediti di diversa natura.

Ovviamente l’obbligo sorge solo se il credito è di importo superiore a 15.000 euro, altrimenti se di importo minore il visto non deve essere inserito nella dichiarazione. Il limite di 15.000 euro deve essere verificato per singola tipologia di imposta, anche se emergente dalla stessa dichiarazione. Quindi, se da una dichiarazione emergono due diversi crediti d’imposta di ammontare inferiore a 15.000 euro, ma complessivamente superiori alla soglia, questi potranno essere utilizzati in compensazione senza apporre il visto di conformità.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito, inoltre, che analogamente a quanto già previsto in materia di compensazione dei crediti IVA, la norma prevede che in alternativa al visto di conformità, la dichiarazione può essere sottoscritta da parte dei soggetti che esercitano il controllo contabile dei contribuenti, di cui all’art. 2409 bis del Codice Civile, attestando l’esecuzione dei controlli di cui all’art.2 c.2 del decreto ministeriale 164/1999. L’attestazione dei controlli di conformità si attua mediante la sottoscrizione della dichiarazione, indicando nel frontespizio il codice fiscale del soggetto che effettua il controllo e apportando la firma dello stesso.

A differenza di quanto previsto per i crediti Iva di importo superiore a 5.000 euro, i quali secondo la norma possono essere utilizzati in compensazione a partire dal giorno 16 del mese successivo di presentazione della dichiarazione, per gli altri crediti diversi dall’Iva, non è espressamente previsto l’obbligo di preventiva presentazione della dichiarazione ai fini dell’utilizzo degli stessi in compensazione.

I soggetti che sono legittimati al rilascio del visto di conformità sono nello specifico:

  • Dottori commercialisti ed esperti contabili;
  • Consulenti del lavoro;
  • Soggetti iscritti alla data del 30/09/1993 nei ruoli di periti ed esperti tenuti dalle CCIAA in possesso del diploma di laurea in giurisprudenza o in economia commercio o equipollenti o diploma di ragioneria.

Questi soggetti, quindi, possono presentare richiesta di iscrizione all’apposito elenco per il rilascio del visto di conformità.

Il professionista abilitato al rilascio del visto di conformità deve essere obbligatoriamente in possesso di una polizza assicurativa di responsabilità civile prevista dall’art. 22 del decreto n. 164/1999 (recentemente modificato dal D.lgs. 175/2014)  “con un massimale adeguato al numero dei contribuenti assistiti, nonché al numero di visti di conformità, delle asseverazioni e delle certificazioni tributarie rilasciati e, comunque, non inferiori a tre milioni di euro, al fine di garantire ai propri clienti il risarcimento dei danni eventualmente provocati dall’attività prestata e al bilancio dello Stato o del diverso ente impositore le somme di cui all’art. 39, comma 1, lettera a) del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.”

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