Discutendo di tasse e debito pubblico: spesa pubblica o spesa privata?

Roberto Domenichini 4 Commenti

Come liberista anarchico premetto che nel modello da me creato le tasse non esistono in quanto ogni forma di stato è assente.

Se l’articolo finisse qui farei la figura dello stolto perchè un’analisi e una spiegazione della situazione attuale è la base per poter proporre un cambiamento. Soprattutto un cambiamento così radicale come quello da me proposto!

La “teoria” delle tasse è da sempre raccontata al popolo come una storiella dove il buon cittadino contribuisce alle spese pubbliche per poter elargire un servizio “gratuito” ai poverelli della città.

In questo modo anche il nullatenente può usufruire della sanità, della scuola, della difesa, ecc. senza dover sborsare un centesimo.

Con una battuta mi verrebbe da dire che, visto il livello della scuola e della sanità italiana, il poverello ci manderebbe subito a cagare. Già son povero mi vuoi uccidere così rapidamente!

Ma nell’analisi del mio modello si deve partire (vi ricordate?) considerando la buona fede del decisore pubblico.

Ok sfida accettata.

Chi avesse un minimo di conoscenza di economia politica, senza dover scomodare i vari istituti di statistica, capirebbe che il costo medio unitario privato per l’elargizione di tali servizi è di gran lunga inferiore al costo medio unitario pubblico.

Quindi?

Nelle mani del privato il cittadino potrebbe pagare tasse quasi nulle e con tale risparmio potrebbe permettersi una scuola e una sanità efficienti.

Ma qualcuno potrebbe obiettare che una visita privata costa 100 euro mentre nel settore pubblico è gratuita.

Questo è vero solo se si crede ancora a Babbo Natale!

Intanto la visita che tu fai in ospedale te la sei strapagata con le tasse che versi all’erario. Quindi ritengo obbligatorio smetterla di utilizzare impropriamente la parola gratuito quando si parla dello Stato.

Inoltre se non ci fosse la connivenza dello Stato con le sue leggi proteggi casta gli studi medici privati, le scuole private e qualsiasi altro servizio oggi offerto anche dallo stato entrerebbero in un libero mercato con l’obbligo, pena il fallimento, di abbassare i prezzi e migliorare la qualità del servizio.

Risultato?

Quella visita invece di pagarla 100 euro la pagheresti 50 euro che, guarda caso, è proprio inferiore alle tasse che ti vengono trattenute facendoti credere che il servizio pubblico quella visita te la sta regalando.

A proposito mi viene in mente una frase cinica che mi raccontò un economista keynesiano: “Non c’è soddisfazione più grande di dare agli altri ciò che gli spetta di diritto facendogli credere che gli stai facendo un favore”.

Purtroppo anche gli economisti più preparati non tengono conto nei loro modelli del costo-opportunità ovvero, in parole semplici, del beneficio della scelta alternativa.

Facciamo un esempio.

Lo Stato decide di costruire un ospedale che CI costa 100. Poiché non vuole ricorrere alle impopolari imposte decide di indebitarsi emettendo un cct con scadenza sette anni.

Intanto quei cento alla fine saranno 110 visto che DOBBIAMO sborsare anche gli interessi.

Peccato che quelle gran teste di cazzo dei dirigenti pubblici non comprendono che dopo sette anni è necessario estinguere il debito altrimenti se lo rinnovano (pratica tipicamente italiana) CONTINUEREMO a pagare interessi. Quindi quell’ospedale CI costerà 10, 100, 1000 volte di più.

Purtroppo alla logica non si sfugge!

Pensate che l’Italia continua a pagare, con questo giochetto del rinnovo del debito, opere pubbliche che sono già morte e sepolte.

E’ come se alla morte dei miei genitori mi facessi versare la loro pensione dall’INPS sul mio conto corrente e, una volta morto, tale pratica sarà proseguita da mio figlio, mio nipote, ecc.

Nel prossimo articolo analizzeremo la tematica che fa discutere tutti i poveracci italioti: l’evasione fiscale!

Buona vita

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  • Mario

    Caro Roberto,
    peccato che al posto di Marx, se ci fossi stato tu, l’europa avrebbe un volto diverso nel senso che non avremmo il parlamento europeo, il Bund, lo spread, il debito pubblico, i comunisti, (lascia stare i fascisti che erano sempre socialisti ma attivi e con meno pigrizia mentale dei travet), la Merkel di cui sono appena stato aggiornato dall’amico Giancarlo.
    Sai per uno che non emigra in Svizzera come me solo perchè voglio assistere i miei genitori, non è solo questione di soldi(tasse) ma è una questione di principio.
    I terreni di là dal confine, nel Ticino, sono cresciuti da 100CHF a 700 CHF/m2 e i capannoni industriali liberi sono pochissimi e ormai molto cari.
    Questi qui rompono le palle che i giovani per trovare lavoro sono costretti ad emigrare, poverini.
    E noi per vendere o produrre con meno costi e maggior profitto per investire, dove si pensa che dobbiamo andare? a Voghera? 😉

  • Roberto Domenichini

    Grande Mario :”lascia stare i fascisti che erano sempre socialisti ma attivi e con meno pigrizia mentale dei travet)”!

    Sono in pochi a capire questo concetto! Pensa che tutti li collocano a destra.

    Sarebbe necessario oggi sparare a vista sui burocrati e dirigenti pubblici. Solo che tutti noi privati abbiamo paura. Sciopero fiscale. Nessuno scontrino battuto o fattura emessa per un anno. Evasione totale. Così finalmente tutti comprenderemo che se il privato non paga le tasse il pubblico muore. Sono loro che dipendono da noi ma sono stati molto bravi a far credere il contrario.

    Lo stato è merda allo stato puro! Anche se tutti fossero in buona fede.

    Anzi se tutti fossero in buona fede lo stato non esisterebbe!

    Ciao Mario e buona giornata

  • Mario

    Roberto, si ma il commercialista mi ha detto che per chi evade più di 100mila euro (limite imposto da Monti credo) c’è il carcere; non so se mi spiego, io che non dormo di notte per un niente 😉

  • Roberto Domenichini

    E’ la volta che almeno ti mantiene lo stato.

    Almeno non devi pensare a far quadrare i conti. Mangi, bevi e ti rilassi. Ogni tanto qualche rissa e se ti va bene puoi anche dare il buon esempio ai carcerati. Gli spieghi come fa un hedge fund a guadagnare tanti soldi con lo stato che sta a guardare.

    Se in Italia mettessero in carcere tutti coloro che evadono più di 100000 euro non incontreresti più nessuno in giro.
    Solo che scassano la minchia a chi non emette lo scontrino o chi evade 1000 euro.

    Io sono un dipendente e purtroppo non posso evadere. Preferisco che lo stato mi lasci tutti i soldi in busta paga e quando accumulo 100000 euro di soldi evasi mi mette in galera così almeno arrivo alla data della pensione con la certezza di avere un tetto sulla testa.
    Quelli che versano i contributi oggi non possono avere la stessa sicurezza!

    Buona vita Mario

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