Dow Jones oltre quota 22.000 punti, grazie ad Apple

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Ennesimo nuovo massimo storico per quanto riguarda il Dow Jones, e questa volta è stato superato anche un livello importante: i 22.000 punti.

Tutto merito di Apple (+4,73%), fixing a 157,14 dollari ed ovviamente nuovo massimo assoluto, all’indomani di una trimestrale decisamente migliore delle attese.

Tredici titoli in guadagno e diciassette in perdita, ma il Dow Jones (+0,24%) sale perché il peso di Apple è determinante, l’indice più vecchio del mondo mette così a segno la settima seduta rialzista consecutiva.

Gli altri due principali indici di Borsa americani hanno concluso la giornata non distanti dalla parità, poco sopra lo S&P500 (+0,05%) che si ferma a 26 centesimi di punto dal record assoluto, e poco sotto il Nasdaq (-0,00%) comunque su livelli stratosferici.

Quindi questo leitmotiv continua, il dollaro si indebolisce sempre di più, abbiamo già superato quota 1,185 nei confronti dell’euro, e contemporaneamente i principali listini a stelle e strisce si gonfiano oltre ogni limite.

Sembra quasi che sia la Banca Centrale statunitense ad operare manovre di politica monetaria espansiva e non l’Europa, come invece accade nella realtà.

I target price ormai vengono quasi aggiornati quotidianamente, e ci siamo talmente abituati che non ci stupiamo nemmeno più.

Visto che comunque “bisogna comprare” si vanno a vedere quali titoli hanno avuto di recente qualche battuta a vuoto e si acquistano, sembrano queste le motivazioni delle performances di McDonald’s (+1,66%),  United Technologies (+1,24%) e 3M Company (+1,10%).

E questa divergenza fra Wall Street e Francoforte (+6,6% il DJ e -1,1% il Dax dalla fine del primo trimestre dell’anno) si fa sempre più preoccupante.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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