Durc on-line: dal 1° luglio 2015 in vigore con qualche problema

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Con il Decreto interministeriale del 30 gennaio 2015, emanato in attuazione dell’art. 4 del DL 20 Marzo 2014 n. 34, convertito con modificazioni dalla L. 78/2014, è stata introdotta la nuova procedura di rilascio on-line del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC). Tramite questa nuova procedura telematica, le imprese, a partire dal 1° luglio 2015, con un click potranno ottenere in tempo reale la certificazione di regolarità. In questo modo, in un’ottica di semplificazione, si evitano i tempi di attesa e gli adempimenti burocratici che, prima dell’introduzione di questa novità, erano solitamente necessari per ottenere il rilascio di questo documento.

I soggetti abilitati alla nuova procedura telematica sono:

  • le amministrazioni, gli organismi di diritto pubblico, gli enti aggiudicatori, gli altri soggetti aggiudicatori, i soggetti aggiudicatori e stazioni appaltanti, ai sensi dell’art. 3 co.1, lett. b) del DPR 5 ottobre 2010 n. 207;
  • gli organismi di attestazione SOA;
  • le Amministrazioni Pubbliche concedenti;
  • le Amministrazioni Pubbliche procedenti, i concessionari ed i gestori di pubblici servizi che agiscono ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445
  • l’impresa o il lavoratore autonomo in relazione alla propria posizione contributiva o, previa delega dell’impresa o del lavoratore autonomo medesimo, chiunque vi abbia interesse
  • le banche o gli intermediari finanziari, previa delega da parte del soggetto titolare del credito, in relazione alle cessioni dei crediti certificati.

La nuova procedura on line consente ai soggetti sopra elencati di verificare la regolarità contributiva:

  • dell’INPS
  • dell’INAIL
  • delle Casse Edili (per le imprese classificate e classificabili ai fini previdenziali nel settore industria o artigianato per le attività dell’edilizia).

La verifica è effettuata nei confronti dei datori di lavoro e dei lavoratori autonomi ai quali è richiesto il possesso del DURC per l’erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari e vantaggi economici di qualunque genere o anche nell’ambito delle procedure di appalto di opere, servizi e forniture pubblici, nei lavori privati dell’edilizia o per il rilascio dell’attestazione SOA. Da un punto di vista operativo, la verifica è effettuata dai soggetti abilitati ed in possesso di specifiche credenziali, interrogando direttamente online gli archivi INPS, INAL e delle Casse edili, digitando il codice fiscale del soggetto da verificare e seguendo le disposizione amministrative emanate dagli enti. In termini concreti l’Utente o il Consulente delegato, in possesso delle credenziali, accede alla sezione “ Durc On Line” scegliendo una delle seguenti opzioni:

  1. consultazione regolarità;
  2. lista richieste;
  3. richiesta regolarità.

In questo modo se la posizione contributiva del soggetto è regolare, si ottiene il Durc che ha una validità di 120 giorni dalla data della verifica.

La regolarità sussiste anche in presenza di scostamento non grave tra le somme dovute e quelle versate, con riferimento a ciascun istituto previdenziale ed a ciascuna Cassa edile pari ad un massimo di 150€.

È importante sottolineare come la regolarità contributiva sussista anche nei seguenti casi:

  1. rateazioni concesse da INPS, INAIL o dalle Casse Edili;
  2. sospensione dei pagamenti disposte da norme di legge;
  3. crediti in fase amministrativa oggetto di compensazioni;
  4. crediti in fase amministrativa in pendenza di contenzioso amministrativo o giudiziario;
  5. crediti affidati ad agenti della riscossione per i quali sia disposta la sospensione.

In caso di irregolarità contributiva, l’INPS, L’INAIL e le Casse edili trasmettono via PEC all’interessato o al professionista delegato, l’invito a sanare la posizione con indicazione analitica delle cause ostative al rilascio del DURC.

L’interessato avvalendosi delle procedure in uso, può sanare la propria posizione entro un termine non superiore a 15 giorni dalla notifica dell’invito alla regolarizzazione e comunque non superiore a 30 giorni dall’interrogazione che lo ha generato.

Se tale termine esaurisce inutilmente, la risultanza negativa della verifica è comunicata ai soggetti che hanno effettuato l’interrogazione con indicazione degli importi a debito e delle cause di irregolarità.

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