Elezioni Germania: ecco perché i tedeschi hanno bastonato la Merkel e Schulz

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L’analisi del voto tedesco non poteva essere più facile: puniti i partiti di governo, premiati gli altri. E’ vero, fa un po’ specie notare che siano state penalizzate le formazioni politiche che costituivano l’esecutivo di un Paese che non ha mai avuto nella sua storia una situazione economica così florida.

In Germania infatti la Borsa è sui massimi storici, l’economia continua a crescere ad un ritmo sostenuto, il tasso di disoccupazione non è mai stato così basso, per non parlare della bilancia commerciale che ha surplus superiori a quelli della Cina.

Insomma se anche gli italiani dovessero applicare gli stessi criteri, quando il prossimo anno si recheranno alle urne, il PD, visti i risultati, dovrebbe scendere all’1%!!!

Ed allora sembra logico chiedersi, ma i tedeschi sono dei pazzi a “punire” elettoralmente chi li ha resi più ricchi che mai?

La risposta, evidentemente, è no! E per diversi motivi.

Sorvolando sul fatto che l’andamento economico, nelle scelte elettorali, conta molto ma non è tutto, dobbiamo ricordare che una persona, quando entra nella cabina elettorale, non pensa soltanto a sé, ma anche, se non soprattutto, ai suoi figli, ed i tedeschi, giustamente, si sono chiesti cosa ne sarà della Germania se le cose dovessero continuare di questo passo.

Sono stato recentemente in vacanza a Monaco di Baviera, ho visto una sola persona vestita col costume bavarese, suonava la chitarra e cantava, raccogliendo offerte, nella piazzetta antistante una celeberrima “birreria”.

In compenso ho visto decine se non centinaia di donne col “niqab”, il velo integrale islamico che lascia scoperti solo gli occhi. Passeggiando su marciapiedi, poi, anche in zone centrali della città, spesso si viene investiti da nuvole di fumo, sono numerosi infatti i locali con tavolini che danno sulla strada in cui gli avventori fumano “narghilè”.

Non ci si può stupire quindi dell’affermazione di Alternative fur Deutschland, un partito destinato ad ottenere sempre più consensi non solo per la problematica gestione del fenomeno immigrazione, ma soprattutto per le prospettive tutt’altro che rosee  in seno all’Unione europea.

Il voto in Germania, infatti, non ha evidenziato solo insofferenza per come sia stato gestito il flusso migratorio, i tedeschi sono altresì preoccupati per la piega che sta prendendo l’Unione europea.

La paventata istituzione di un unico Ministero delle Finanze, a loro modo di vedere, potrebbe essere l’anteprima di quelle misure straordinarie di politica economica, come ad esempio gli eurobond, che il popolo tedesco ha sempre avversato.

L’opinione pubblica ritiene che già ora la Grecia sopravviva grazie alle sovvenzioni provenienti dell’Ue, della quale sono i maggiori contribuenti, il loro timore, quindi, è che queste sovvenzioni vengano estese anche ad altri Stati con i conti pubblici non in ordine.

Insomma, Unione sì … ma fin quando conviene a loro.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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