Europa in difficoltà, Wall Street festeggia

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Nuova fiammata del petrolio

Bene Saipem, Tenaris ed Eni. Fiat alla riscossa. Contrastato il comparto bancario, ma prevalgono i segni meno. Vendite sul lusso.

Trump sta umiliando l’Unione europea, la drastica riduzione dell’imposizione fiscale ed i dazi hanno lanciato l’economia americana a ritmi di crescita da Paese emergente, il Vecchio Continente, invece, arranca con la sua “austerity” ed il suo rigore.

Certamente non potrà andare avanti all’infinito, inevitabilmente i tassi negli Usa aumenteranno di nuovo, ma la Borsa a New York non si spaventa e l’indice Dow Jones prosegue la propria cavalcata a spron battuto.

D’altronde loro hanno la Fed, noi la Bce. Loro riducono i poveri creando posti di lavoro (attualmente sono arrivati praticamente alla piena occupazione), noi cerchiamo di sostenere i poveri con soldi pubblici.

Ed ecco allora che gli indici di Borsa europei hanno terminato la seduta in territorio negativo, anche se i ribassi sono risultati decisamente contenuti.

Londra (-0,1%), Francoforte (-0,1%) e Parigi (-0,2%).

Anche il nostro Ftse Mib (-0,20%) alla fine ha dovuto cedere alle vendite dopo aver iniziato la giornata illudendo molti investitori.

Giornata nera per i titoli del lusso: Salvatore Ferragamo (-3,43%) e Moncler (-2,57%) hanno occupato il fondo della classifica.

Contrastati i bancari con Bper Banca (+0,93%) e Banco BPM (+0,80%) che hanno mantenuto la freccia verde, mentre Intesa (-1,19%), Ubi Banca (-1,51%), Unicredit (-1,64%) e soprattutto Mediobanca (-2,25%) anche oggi hanno subito pesanti vendite.

Prosegue il periodo nero di Atlantia (-2,14%) mentre possiamo certamente ritenere prese di profitto le vendite che hanno colpito Campari (-1,83%).

Ma volgiamo lo sguardo verso la parte alta della classifica, seduta decisamente favorevole al comparto petrolifero, Saipem (+5,06%) indossa la maglia rosa di giornata e torna all’attacco di quota 4 euro, sul podio sale anche Tenaris (+2,90%), la società della famiglia Rocca si allontana da quota 15 euro che pare così aver fatto da barriera.

Un grande aiuto al nostro indice di riferimento è poi arrivato da Eni (+1,17%), anche per il colosso del settore lo sbarramento è stato posto a quota 15 euro.

Le ottime performances di Fiat Chrysler (+3,13%) e Cnh Ind. (+0,94%) non hanno aiutato Exor (-0,40%) che tuttavia non cede quota 60 euro.

Da segnalare infine anche i guadagni di Banca Generali (+2,40%) che pare aver lasciato alle spalle il momento peggiore e di Brembo (+2,08%) che torna ad avere il segno più davanti alla performance dell’anno in corso.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

 

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