Fiat: sulle immatricolazioni pesano ancora i problemi con le forniture

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Pesa ancora la mancanza di forniture su Fiat. Lo scorso mese di giugno, infatti, il gruppo ha immatricolato in Italia 33.504 vetture registrando un calo del 15,24% e ottenendo una quota del 27,46% inferiore al 30,68% di un anno fa.

Per giudicare il risultato del Lingotto bisogna tener conto del fatto che ci sono stati dei giorni in cui la produzione è stata rallentata dalla mancanza di forniture e infatti sono state oltre 2 mila le vetture vendute che non è stato possibile consegnare ai clienti (che avrebbero pesato per 1,6 punti percentuali in più di quota di mercato).Prosegue anche il calo delle vendite di auto nuove in Italia. Dopo le consistenti perdite di tutti i precedenti mesi di quest’anno, anche in giugno il mercato ha registrato un segno negativo: la Motorizzazione ha immatricolato a giugno 122.008 autovetture, segnando un calo del 5,51% rispetto al corrispondente mese dell’anno scorso. Nel primo semestre dell’anno le perdite sono state pari al 10,3%, con poco più di 731.000 immatricolazioni.
Ancora una volta le posizioni di vertice della classifica delle auto più vendute sono occupate da vetture del marchio Fiat, che ha immatricolato in giugno quasi 25.503 auto (-8,62%) con una quota di mercato in calo al 20,90% (21,62% a giugno 2012). Con 8.200 immatricolazioni Panda è al primo posto, con una quota nel suo segmento del 35,3%. Alle sue spalle la Punto, con quasi 6.400 registrazioni e con il 17,4% di quota nel segmento B.
Terza la 500, che con quasi 5 mila immatricolazioni ottiene il 21,2% di quota nel segmento A. Le immatricolazioni a marchio Lancia, invece, sono scese a 4.716 unità (-34,86%) con una quota di mercato del 3,87% (dal 5,61%). Ribasso anche per le immatricolazioni a marchio Alfa Romeo (-27,36% a 2.812 unità) con una quota di mercato del 2,3% (3%) e a marchio Jeep (-6,89%) per una penetrazione stabile dello 0,39%.
“Nulla di nuovo sul fronte dell’auto. Il mercato continua a calare. In giugno le immatricolazioni hanno fatto registrare il 39simo calo mensile a partire dal marzo 2010, cioè dalla fine degli ultimi incentivi alla rottamazione”, ha commentato il Centro Studi Promotor, sottolineando come da allora la serie nera  si sia interrotta solo due volte (+4,2% a maggio 2011 e +4,17% ad agosto 2011) in 41 mesi.
Ma la lettura del dato un aspetto positivo: si tratta di un calo piuttosto contenuto rispetto a quelli del passato anche recente, soprattutto se si tiene conto che nel giugno scorso vi è stato un giorno lavorato in meno rispetto a giugno 2012. Il tasso di caduta sembra dunque in fase di rallentamento, ma “ciò non toglie che il livello della domanda scivoli sempre più in basso e che sia difficile prevedere quando verrà toccato il fondo”, ha specificato il Csp che nel quadro della sua inchiesta congiunturale di giugno non ha rilevato note positive.
Il 56% degli interpellati prevede nei prossimi mesi nuovi cali della domanda, mentre in giugno sono stati bassi sia i livelli di acquisizione di ordini (86% degli interpellati) che quelli di affluenza di visitatori nelle showrooms (88% degli interpellati). A ciò si aggiunge che il clima di fiducia degli operatori del settore auto ha fatto registrare un calo di tre punti sul livello già molto depresso di maggio.
Proiettando il risultato del primo semestre 2013 su base annua, sempre secondo il Csp, si ottiene un volume di immatricolazioni di 1.259.582 unità, un livello particolarmente basso e compatibile con i risultati degli anni ’70, cioè di quarant’anni fa.

Se sarà effettivamente questo il risultato delle immatricolazioni nell’intero anno, il calo rispetto ai livelli ante-crisi si attesterà al 49,5%. L’auto continua ad essere fortemente frenata dal quadro economico e da una serie di fattori specifici come il caro-carburanti, il caro-assicurazioni, le difficoltà del credito e un livello di tassazione sull’acquisto e sull’utilizzo dell’automobile assolutamente vessatorio.

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