Ftse Mib ad un soffio da quota 20.000

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

La Borsa milanese fa di nuovo gola

Torna l’interesse sul comparto bancario. Svetta Stmicroelectronics. Sul fondo Generali ed Eni, ma i ribassi sono contenuti. 

Il nostro indice di riferimento al fixing si ferma a meno di quattro punti da quota 20.000 punti, quota che in intraday ha superato più volte, ma dalla quale ha sempre stornato.

Non importa, oggi per il FtseMib (+0,82%) è stata una giornata decisamente positiva, il nostro indice principale è infatti risultato di gran lunga il migliore del Vecchio Continente, Londra (-0,1%), Parigi (-0,1%) e Francoforte (-0,4%) hanno concluso le contrattazioni al di sotto della linea della parità.

Una performance, quella della Borsa milanese, dovuta essenzialmente al bel rimbalzo messo a segno dall’intero comparto bancario che, come noto, pesa molto sul nostro listino principale.

Un ottimismo derivante dalle stime di consensus degli analisti nei riguardi di Unicredit (+4,36%), a seguire ecco le ottime performances anche di tutti i titoli del comparto: Ubi Banca (+3,73%), Intesa Sanpaolo (+2,39%), Bper Banca (+2,35%), Banco BPM (+2,14%) e Mediobanca (+2,14%).

Tuttavia la palma di best performer di giornata spetta ad Stmicroelectronics (+5,07%) che supera di gran carriera quota 14 euro. Il Nasdaq al momento sta registrando un leggero calo, ma il comparto dei semiconduttori risulta in netta controtendenza.

Si riprende anche Juventus (+2,15%) che pare aver arrestato la discesa in atto da alcune sedute.

Diversi titoli hanno concluso la giornata col segno meno, ma i cali sono risultati decisamente contenuti, la maglia nera, infatti, è toccata a Generali (-0,59%), lascia sul terreno oltre mezzo punto anche Eni (-0,54%).

Giornata di realizzi anche per le utilities: Snam Rete Gas (-0,31%), Italgas (-0,30%), A2A (-0,26%) e Terna (-0,15%), mentre Enel (+0,19%), anche se solo frazionalmente termina in controtendenza.

Al momento i tre principali indici americani viaggiano al di sotto della parità, ma i cali si limitano a pochissimi decimi di punto percentuale.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro          

 

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