Fuochi d’artificio a Piazza Affari

Giancarlo Marcotti Commenta per primo

La Borsa milanese è davvero effervescente

Giornata da ricordare per gli azionisti di Mediaset ed Unicredit. Il nostro Ftse Mib si avvicina a quota 19.000 punti. In calo Banco Popolare e BpM. 

Mediaset che guadagna il 32% ed Unicredit il 16%, bastano questi due petardi? Ed allora aggiungo Finecobank +7,7%, Saipem +5,2%, Intesa +3,9%, Snam Rete Gas +3,6% ed Ubi Banca +3,4%, ma contemporaneamente Banco Popolare -3,5% e Banca Popolare di Milano -3,0%.

Ed allora dopo queste performances quali Banche avranno ora il coraggio di fondersi? Tutti ad applaudire il “matrimonio” tra Banco Popolare e BpM, ma alla festa non hanno partecipati le persone più interessate all’argomento, ossia gli azionisti delle due Banche, che sono stati massacrati.

Ma è fuor di dubbio che il guadagno del nostro Ftse Mib (+2,49%) è dovuto in larga parte ai due eventi della giornata, partiamo da Mediaset.

Premetto che vi avevo manifesto più volte la mia propensione a prendere in esame il titolo, sia perché lo ritenevo sottovalutato e quindi in ottica di lungo periodo, sia perché ritenevo che nella diatriba con Vivendi il Biscione avesse tutte le ragioni del mondo e quindi doveva essere preso in considerazione anche in ottica speculativa di breve periodo.

Ebbene io prevedevo che “scoppiasse la pace” invece sembra sia “scoppiata la guerra”, dal punto di vista della quotazione del titolo, tuttavia, le cose non cambiano, stasera una azione vale 3,584 euro, a maggio scorso, però, valeva più di quattro euro, quindi nonostante l’aumento stratosferico odierno (+31,86%) il titolo “non è caro”.

Ma è interessante capire quel che sta succedendo perché magari la storia non è come ce la raccontano, di sicuro, però, Mediaset non è una “normale” azienda italiana, ma una fetta importante dell’informazione (o disinformazione secondo alcuni) del nostro Paese. Cosa succederebbe in Italia se Mediaset passasse in mani francesi?

La telenovela è solo alle prime puntate, vedrete che continuerà a lungo.

Il secondo evento è il piano di riassetto di Unicredit. Avrei scommesso la casa che l’aumento di capitale si sarebbe indirizzato verso la parte alta della forchetta, e ciò naturalmente nonostante le dismissioni di Banca Pekao e di Pioneer abbiano fruttato importi rilevanti. Verrebbe quindi da chiedersi, ma quanto era grave la situazione che ha lasciato in eredità Ghizzoni? L’ex Amm. Del. se li è meritati tutti i 10 milioni di euro solo di buonuscita!!!

Comunque il mercato ha reagito bene, visto il guadagno in Borsa, gli investitori istituzionali, evidentemente, hanno gradito soprattutto il piano di riduzione del personale, si perderanno 3.900 posti di lavoro solo in Italia, che naturalmente vanno a sommarsi ai 5.700 già previsti nel piano precedente.

In totale si perderanno altri 14.000 posti di lavoro, complessivamente all’incirca il 20% della forza lavoro in Italia, Germania ed Austria.

Insomma a festeggiare è solo la Borsa!

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro

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