Gli italiani investono in borsa, ma sanno poco di economia

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Le azioni in borsa seducono sempre più gli italiani, questo è ciò che rivela un recente rapporto Consob–Eurisko sulle scelte di investimento delle famiglie italiane. Tuttavia, dallo studio emerge anche che la maggior parte dei risparmiatori conosce poco e male gli strumenti finanziari di uso quotidiano.

Come dimostrato da una recente indagine pubblicata da Consob–Eurisko, gli italiani si interessano sempre più al mercato azionario. Nel Belpaese sono, infatti, sempre più numerosi i privati che investono i propri risparmi in borsa.

Osservando le abitudini di risparmio delle famiglie italiane, questo studio dimostra che le azioni in borsa godono di un rinnovato interesse da parte degli investitori. Più concretamente, a fine 2014, il tasso di partecipazione delle famiglie italiane al mercato finanziario è stato pari al 48%. Questo livello, pur restando ancora inferiore rispetto a quello registrato in epoca pre-crisi (ad esempio, 55% nel 2007), corrisponde a un incremento percentuale di ben sette punti rispetto all’anno scorso.

Il ritorno in auge dell’investimento in borsa è il risultato di un cambiamento di comportamento che tende tende a confermarsi in questa prima metà del 2015 anche a livello europeo. Euronext, principale operatore finanziario nella zona euro, ha infatti registrato un incremento dei volumi e dei flussi borsistici scambiati dai privati. Inoltre, un simile rapporto a quello della Consob è stato pubblicato anche in Francia, dove si evince che gli investimenti in borsa ritrovano il favore degli investitori a discapito delle forme tradizionali di risparmio (conto corrente, polizza vita…) che sono in declino.

Gli italiani si credono esperti, ma non lo sono

Tuttavia, lo studio Consob fa emergere un secondo dato interessante: se l’investimento borsistico gode sempre più del favore delle famiglie, i piccoli risparmiatori in realtà sanno poco o nulla di economia! Il rapporto evidenzia infatti che, pur avendo una percezione generalmente positiva delle proprie competenze in materia economica, le conoscenze finanziarie e logico-matematiche degli italiani restano piuttosto basse.

In particolare, quasi la metà degli intervistati non sa definire correttamente la nozione di “inflazione”; il 55% di essi non conosce il concetto di “diversificazione degli investimenti”, mentre il 57% non è in grado di spiegare cosa vuol dire “relazione rischio-rendimento”.

Infine, emerge una correlazione tra il livello delle conoscenze finanziarie e il genere, il livello di istruzione e l’area di residenza degli intervistati. I migliori risultati sono, infatti, stati registrati tra uomini, laureati, residenti nel Nord del Paese.

Alla luce di quanto esposto, non c’è quindi da stupirsi se sociologicamente il profilo dell’investitore italiano medio è un uomo, di età compresa tra i 45 e i 64 anni, con un livello di istruzione alto, e residente nelle regioni settentrionali, tradizionalmente più agiate.

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