I conti italiani al vaglio dell’Europa Nel 2012 deficit/Pil al 3 per cento

Redazione Commenta per primo
Il debito record vola al 127 per cento 

L’Italia nel 2012 ha un deficit al 3% ma la Commissione Ue ancora non può dire se questo basterà a chiudere la procedura per deficit eccessivo aperta dal 2009: le premesse sono buone spiega Bruxelles, la volontà politica c’è, ma bisogna aspettare che le previsioni economiche di inizio maggio confermino la tendenza al ribasso anche per il 2013 e il 2014. La Commissione non guarderà poi solo i numeri, ma anche gli sforzi compiuti e la qualità degli impegni futuri per il risanamento, che oggi, ripetono a Bruxelles, contano più della fatidica soglia del 3% scritta nel patto di stabilità.

È l’Eurostat che oggi conferma che il deficit italiano si ferma al 3% per il 2012. Il dato è visto leggermente al rialzo rispetto alle previsioni di febbraio che lo davano al 2,9%, un aumento marginale dicono in molti, che però fa la differenza tra il restare o meno nella lista dei 17 Stati membri che hanno un deficit superiore al 3%. L’Italia resta quindi per ora nella lista assieme, tra gli altri, a Spagna, Francia, Olanda, Belgio, Danimarca, Grecia e Gran Bretagna.

Ma è anche tra i Paesi che secondo il commissario agli affari economici Olli Rehn sono sulla buona strada per tornare nel club dei `virtuosi´ entro l’anno. L’Italia in verità conta di tornarci molto prima di fine anno, e gli sforzi del governo sono sempre stati mossi da questo obiettivo. Anche il decreto per il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione è stato congegnato in modo da non pregiudicare l’iter di chiusura della procedura per disavanzo eccessivo, e Rehn qualche settimana fa è stato rassicurato proprio dal ministro Vittorio Grilli.

Per chiudere la partita, Bruxelles ha bisogno di vedere un deficit sotto il 3% per il 2012, 2013 e 2014. L’Eurostat ha confermato che il dato 2012 è al limite ma non pregiudica in alcun modo la decisione, anzi, se l’Italia continuerà a dare prova di rispettare gli impegni per riforme e risanamento, quel 3% non dovrebbe essere sforato nemmeno nel 2013 e nel 2014. Ma occorre aspettare per cantare vittoria: i primi di maggio Bruxelles pubblicherà le nuove previsioni economiche che terranno in considerazione anche la spesa per gli arretrati della p.a., che secondo le stime del governo porterà il deficit al 2,9%, altro dato “borderline” che potrebbe essere smentito dai calcoli della Commissione.

Ma siccome «non siamo ossessionati dai numeri, non guardiamo solo il target nominale del 3%», dice Bruxelles oggi, per l’Italia c’è più che una speranza di chiudere la procedura. L’importante è che il “programma nazionale di riforme”, che a Bruxelles è arrivato solo in bozza perché deve passare il vaglio del Parlamento, sia completo e ambizioso.

L’Italia, insomma, deve dimostrarsi impegnata su risanamento dei conti e rilancio della crescita, eliminando i fattori che rallentano la ripresa come la lentezza della giustizia. La decisione di Bruxelles arriverà il 29 maggio, quando pubblicherà le `raccomandazioni´ per ogni Paese che daranno anche un giudizio sui piani per ricominciare a crescere.

Per approfondimenti visita LaStampa

Articoli correlati

Canale YouTube
COME "ABBATTERE" LA BCE
EURO DISASTRO Perché gli italiani non hanno ancora capito
PIANO B - riprendiamoci la sovranità
FTSE Mib
Gli Ultimi Commenti
Osservatorio internazionale